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Cosenza, solidarietà sotto la pioggia: i ragazzi della scuola “G.B. Vico” volontari di Cena InFiera

Il maltempo che ha colpito anche la Fiera di San Giuseppe non ha fermato il cuore degli studenti pronti a preparare pasti per gli ambulanti, secondo lo spirito dell’“I Care” di Don Milani

Pubblicato il: 22/03/2026 – 14:11
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Cosenza, solidarietà sotto la pioggia: i ragazzi della scuola “G.B. Vico” volontari di Cena InFiera

COSENZA ​L’edizione della Fiera di San Giuseppe di quest’anno sarà ricordata non solo per le forti intemperie, ma anche per un gesto di profonda cittadinanza attiva che ha visto protagonisti i giovanissimi. Mentre il maltempo e le pozzanghere invadevano Viale Parco, rendendo difficile il lavoro degli espositori, un gruppo di studenti della scuola secondaria di primo grado “G.B. Vico” (Istituto Comprensivo Via Roma Spirito Santo) ha scelto di non restare a guardare, offrendo il proprio contributo concreto all’iniziativa Cena InFiera.
​Per un’intera settimana, i locali di Stella Cometa sono diventati il quartier generale di questi piccoli volontari. Sotto il coordinamento delle loro professoresse, i ragazzi hanno confezionato i pasti destinati agli ambulanti della fiera, trasformando un’attività di servizio in una vera lezione di vita.

Il senso dell’ “I Care”

Non si è trattato di un semplice esercizio di beneficenza, ma di un’applicazione pratica del celebre “I Care” di Don Milani. Gli studenti hanno saputo integrarsi perfettamente con i volontari esperti, dimostrando una capacità di coordinamento e una maturità sorprendenti. In quei gesti ripetuti — preparare, confezionare, organizzare — i ragazzi hanno individuato il senso più autentico del darsi agli altri, lontano da ogni forma di carità distaccata o “pelosa”.
​La solidarietà, in questo contesto, è stata vissuta come un legame di fratellanza orizzontale: riconoscere nell’altro, impegnato a gestire la propria attività tra il vento e la pioggia di Cosenza, un proprio simile a cui tendere la mano.

Costruire il futuro dai piccoli gesti

Nonostante le condizioni avverse che hanno vessato l’evento fieristico, l’impegno della “G.B. Vico” ha dimostrato come la scuola possa uscire dalle proprie mura per farsi carico delle necessità del territorio. Sentirsi fratelli e sorelle con chi vive un momento di disagio o fatica è il primo passo per costruire, partendo proprio dai piccoli gesti quotidiani, un modello di società più giusto e coeso.
​L’esperienza di questi alunni resta come una delle immagini più nitide della Fiera di San Giuseppe 2026: una gioventù che non teme di sporcarsi le mani e che ha compreso che il bene comune si costruisce con la presenza e l’azione, anche quando il cielo non accenna a schiarirsi. (redazione@corrierecal.it)

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