Premio “Catanzaro Nostra”, una comunità che si riconosce
Sala gremita e storie che costruiscono identità per la consegnati dei riconoscimenti agli otto premiati della terza edizione

CATANZARO Una sala gremita, un clima caldo nonostante una primavera arrivata solo sul calendario e un senso condiviso di appartenenza. È questa l’immagine più autentica della terza edizione del Premio “Catanzaro Nostra”, ospitata sabato pomeriggio nella Sala del Consorzio di Bonifica della Calabria, che si conferma ormai un appuntamento consolidato nel tessuto culturale e sociale della città. Promosso dalla sezione cittadina di Italia Nostra – guidata dalla presidente Elena Bova, affiancata dal vicepresidente Aldo Ventrici, dalla segretaria Rossella Greco, dalla tesoriera Maria Teresa La Vitola e dalla consigliera Marisa Gigliotti– il premio nasce con un obiettivo preciso: dare visibilità a quell’Italia operosa e silenziosa che ogni giorno contribuisce a custodire la memoria, il paesaggio e i legami comunitari. Ad aprire i lavori, la conduzione di Maria Rita Galati, che ha subito restituito il senso dell’iniziativa: “Ringrazio voi che avete riempito la sala, ci dispiace per chi è rimasto in piedi, ma questa attenzione dimostra che il premio è diventato un momento riconosciuto per la comunità”. Un riconoscimento che nasce, ha ricordato, “dalla necessità di dare visibilità a chi trasforma l’impegno quotidiano in un contributo per il bene comune”, nel solco dell’articolo 9 della Costituzione. Un principio che attraversa tutta la visione del Premio “Catanzaro Nostra”, che non si limita a valorizzare il patrimonio ma mette al centro le persone: “Donne e uomini che, nei diversi ambiti – dalla sanità alla scuola, dalla cultura al volontariato – costruiscono ogni giorno identità e comunità”. Forte e incisivo l’intervento della presidente Elena Bova: “Ognuno di noi ha un obbligo nei confronti del proprio luogo di origine perché ne conserva la memoria e senza memoria non c’è identità”. E ancora: “Catanzaro ha perso funzioni e prestigio, ma per ritrovare l’identità bisogna amarla di più, valorizzando i vicoli, i palazzi e le persone che la rendono migliore”. Il cuore della serata è stato rappresentato dalle premiazioni, un racconto corale che ha attraversato generazioni, esperienze e ambiti diversi. Ad aprire il percorso sono stati i giovani dell’Istituto comprensivo “Costantino Mustari” di Taverna, protagonisti di una storia che ha portato la Calabria sul palcoscenico internazionale: le mascotte delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, Tina e Milo, nate dai loro bozzetti selezionati tra oltre 1600 proposte. Un riconoscimento che celebra il talento e la capacità di immaginare futuro. A seguire, il premio alla dirigente scolastica Rita Elia, figura centrale nel sistema educativo del territorio, capace di coniugare formazione e innovazione, come dimostra la nascita dell’ITS Academy “ALMA – l’ALtra ModA”, progetto che lega scuola, sostenibilità e identità locale. Nel corso della serata è stato inoltre premiato Giuseppe Spagnuolo, presidente della Banca Centro Calabria, per il sostegno al tessuto sociale e culturale e per una visione di sviluppo attenta alle persone. “Questo premio lo apprezzo di più perché riguarda gli aspetti sociali e l’inclusione”, ha sottolineato. Un riconoscimento anche al mondo della sanità, con il premio consegnato al dottor Vito Barbieri, direttore dell’Oncologia del Ciaccio, professionista di alto profilo scientifico ma soprattutto medico capace di unire competenza ed empatia nel rapporto con i pazienti. L’attenzione si è poi spostata sull’impegno sociale con Isolina Mantelli, fondatrice del Centro Calabrese di Solidarietà, realtà che da anni rappresenta un presidio fondamentale per il sostegno alle persone più fragili, dalle donne vittime di violenza ai giovani in difficoltà. Per la tutela ambientale e la diffusione della cultura della biodiversità, il premio è stato conferito ad Alfredo Rippa, esperto faunistico e guida del Parco nazionale della Sila, impegnato da anni nella divulgazione e nella protezione del patrimonio naturale. A incarnare il valore della solidarietà organizzata sono stati gli “Angeli della Sila”, esempio di volontariato strutturato e competente, protagonista nelle emergenze nazionali e locali, dalla pandemia agli eventi calamitosi più recenti. Infine, il riconoscimento alla cantastorie Francesca Prestia, voce autentica della tradizione calabrese, capace di raccontare attraverso la musica la storia, le radici e il coraggio di una comunità. Tra i momenti più intensi, l’esibizione di Francesca Prestia con “Bella Giuditta”, che ha riportato al centro la memoria storica e le radici profonde della Calabria, trasformando la sala in uno spazio di ascolto e condivisione. Il Premio “Catanzaro Nostra” si conferma così molto più di una cerimonia: “Abbiamo visto come la cura possa assumere molte forme: cura delle persone, dei luoghi, della cultura e del futuro”. Un messaggio chiaro: la tutela non è solo un compito delle istituzioni, ma una responsabilità condivisa. Ed è proprio in questa consapevolezza che si riconosce una comunità viva, capace di costruire il proprio futuro partendo dall’impegno quotidiano di chi, spesso lontano dai riflettori, rende migliore la città.
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