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«Vivo nascosta e nel terrore, mio fratello mi vuole morta. La ‘ndrangheta non sarà mai sconfitta»

La collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce si confida al “Corriere della Sera”: «Ho deciso di parlare per i miei tre figli»

Pubblicato il: 22/03/2026 – 8:11
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«Vivo nascosta e nel terrore, mio fratello mi vuole morta. La ‘ndrangheta non sarà mai sconfitta»

LAMEZIA TERME «Da figlia del clan a pentita di ‘ndrangheta, così li ho fatti arrestare tutti. Vivo nascosta e nel terrore, mio fratello mi ucciderebbe». A parlare è Giuseppina Pesce, pentita di ‘ndrangheta che oggi vive in una località segreta dopo aver fatto condannare diversi esponenti della sua famiglia, una delle cosche più pericolose della ‘ndrangheta: a raccogliere il suo racconto è Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”. Una lunga intervista nella quale Giuseppina Pesce ripercorre tutta la sua vita, dall’infanzia fino a oggi: «Fui arrestata e tentai il suicidio, pesavo 44 chili. Poi incontrai la pm e le raccontai del bunker dello zio. Avevo 5 anni quando mio nonno sparì nel nulla. Fu allora che cominciai a respirare aria di morte. E la sua fu vendicata», è uno dei passaggi della conversazione di Giuseppina Pesce con il “Corriere della Sera”. «Prenotavo una visita medica e quando scoprivano chi ero mi facevano subito passare avanti. Anche se al ristorante non c’era posto, per me lo trovavano sempre. Investii con l’auto una signora a piedi: il figlio venne da me a scusarsi dicendo che io avevo rischiato di farmi male», dice ancora. Racconta poi della sua collaborazione e delle condanne dei suoi familiari: «Nel processo All Inside. Poi anche grazie alla mia collaborazione sono nati altri due processi, All Inside 2 e Califfo. L’ho fatto per i miei tre figli. Non stavano bene senza di me. Soffrivo io e soffrivano loro». E ancora: «Mio fratello mi ucciderebbe. Hanno intercettato lui e mia nonna che si dicevano: sono cose di famiglia, ce la dobbiamo vedere noi». “Collaborare è stata la scelta giusta?”, chiede Cazzullo: «Con il senno di poi se ero più forte forse riuscivo ad affrontare il processo da innocente e riprendevo la mia vita. Pensare che non rivedrò mai più la mia famiglia mi pesa. Un po’ mi manca», risponde Giuseppina Pesce. La ‘ndrangheta sarà mai sconfitta? «No, perché – sostiene Giuseppina Pesce – arriva sempre una nuova generazione, che diventa sempre più furba. Già la famiglia Pesce era avanti. Non dovete immaginare i boss come delinquenti che vanno in giro con le armi ad ammazzare la gente. Riuscivano ad avere il potere e fare i soldi sottraendosi sempre agli occhi dello Stato». (redazione@corrierecal.it)

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