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Catanzaro, esulta il fronte del No: «Qualcosa sta cambiando». Il Sì: «Vince la conservazione»

Parlano per il no il sindaco di Catanzaro Fiorita e Gallello del Pd. Per il sì Casalnuovo. In provincia solo 4 Comuni promuovono la riforma

Pubblicato il: 23/03/2026 – 21:25
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Catanzaro, esulta il fronte del No: «Qualcosa sta cambiando». Il Sì: «Vince la conservazione»

CATANZARO Quattro “Cenerentole”. Eccezion fatta per San Sostene, Gizzeria, Guardavalle e Magisano, la Provincia di Catanzaro ha “affondato” la riforma della giustizia voluta dal governo suggellando un chiaro successo del No. All’ondata contraria al provvedimento voluto dal centrodestra si sono allineati ben 76 degli ottanta Comuni della provincia, tra cui la città capoluogo, Catanzaro, e anche piazze storiche del centrodestra come Soveria Simeri, “feudo” del presidente dell’amministrazione provinciale Amedeo Mormile, della Lega. Nella speciale classifica calabrese che ha visto il No vincere con il 57,26, il Catanzarese premia il no con una percentuale che solo Cosenza ha superato: il 59,5%, con Catanzaro città che supera il 61% mentre il record positivo per il No lo detiene la piccola Albi, nella Presila, dove il No ha sfiorato il 74%.

Il fronte del No

Esultano ovviamente il popolo del centrosinistra e il fronte del no. Così il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita: «Il primo dato, molto sorprendente e allo stesso tempo positivo, è sicuramente la grande partecipazione, sia a livello nazionale che nella città di Catanzaro. Qui – sostiene Fiorita contattato dal Corriere della Calabria – si è votato oltre il 50%, un risultato che deve far riflettere: quando i cittadini percepiscono che i temi li riguardano direttamente, partecipano. Personalmente ho votato no. Comprendo alcune delle ragioni dei sostenitori del sì, ma questa riforma non mi ha mai convinto: l’ho sempre ritenuta inadeguata rispetto agli obiettivi dichiarati. Per questo sono soddisfatto dell’esito, anche per quanto riguarda Catanzaro, dove il no ha registrato un risultato significativo. È difficile, e forse non del tutto corretto, dare una lettura esclusivamente politica a un referendum costituzionale, che per la sua importanza dovrebbe essere analizzato nel merito. Tuttavia, un voto così ampio e partecipato ci dice che qualcosa, nel sentimento profondo del Paese, sta cambiando. E in questo senso il Sud si conferma spesso un termometro particolarmente sensibile». Soddisfazione anche da Gregorio Gallello, segretario provinciale del Pd: «È opportuno non disperdere tutto questo lavoro, tutto questo entusiasmo, rendendolo patrimonio prezioso per una proposta politica che il centrosinistra dovrà, con autorevolezza, indicare per il futuro per quanto riguarda la parte politica».

Il fronte del sì

Con la sua consueta disponibilità invece parla Aldo Casalinuovo, avvocato “principe del foro” di Catanzaro e tra i principali sostenitori della riforma: «Dispiace molto – afferma Casalinuovo in una dichiarazione al Corriere della Calabria – che l’elettorato non abbia compreso la forza innovativa di una riforma che aveva l’unico scopo di modernizzare il sistema giustizia e rimuovere le alterazioni patologiche del correntismo della magistratura sul Csm, organo costituzionale. Viene da chiedersi se ci sarà più un tempo per le riforme della giustizia nel nostro Paese o se tutto rimarrà immutabile per i prossimi 30 anni. Propendo per questa seconda ipotesi e a subirne le conseguenze saranno i cittadini e tutti coloro che ambivano e ambiscono ad un sistema più giusto ed equilibrato, al passo con i tempi. Hanno purtroppo vinto conservazione e immobilismo». (a. c.)

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