Referendum sulla giustizia: a Reggio il Sì vince, ma il No celebra in piazza
È l’unica città capoluogo di provincia in Calabria dove prevale il Sì: ottiene il 50,81% dei consensi contro il 49,19% del No

A Reggio Calabria il referendum sulla riforma della giustizia ha registrato un risultato sorprendente rispetto al quadro nazionale. Qui il Sì ha ottenuto 35.880 voti (50,81%), mentre il No si è fermato a 34.741 voti (49,19%), a conferma di una città divisa ma altamente partecipativa. Anche il dato in provincia è chiaro: il Sì si impone con 104.197 voti pari al 53,10%, mentre il No si ferma a 92. 031 preferenze, al 46,90%. Complessivamente hanno votato 197. 774 cittadini, con un’affluenza del 49,04% su oltre 403mila aventi diritto. È l’unica città capoluogo di provincia in Calabria dove prevale il Sì.
Un dato che contrasta nettamente con l’esito nazionale, dove il No ha prevalso con il 54% e l’affluenza si è attestata intorno al 59%. Nonostante la vittoria del Sì, a piazza Camagna i sostenitori del No si sono radunati per celebrare la mobilitazione civile e sottolineare l’importanza della partecipazione democratica. E così in piazza sono arrivati in tanti dal segretario della Cgil, al procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli, al pool di magistrati della Dda: Stefano Musolino, Chiara Greco e cittadini che hanno portano avanti una campagna elettorale dura e lunga.
C’è anche il Partito Democratico con il segretario regionale, senatore Nicola Irto, che ha accolto con soddisfazione l’esito nazionale del referendum, ribadendo l’importanza di proteggere l’equilibrio dei poteri dello Stato: «Il dato elettorale – afferma – è la risposta dei cittadini italiani al tentativo del governo di stravolgere la Costituzione. Abbiamo difeso l’equilibrio tra i poteri dello Stato e respinto una forzatura che avrebbe alterato l’assetto della giustizia e le garanzie democratiche». «La partecipazione e il risultato – prosegue – dimostrano che nel Paese c’è una grande domanda di serietà, di equilibrio e di saggezza istituzionale. La nostra linea ha trovato riscontro in un voto maturo, consapevole e maggioritario. La Costituzione rimane, dunque, il fondamento della nostra convivenza civile e non può essere piegata a esigenze contingenti oppure a interessi di parte.
Il Pd Calabria sottolinea il grande lavoro svolto in queste settimane nei territori, con amministratori, iscritti, militanti e comunità locali. Da qui in avanti, la stagione delle riforme non potrà procedere contro la Costituzione. Il voto ha confermato l’esigenza di voltare pagina. Le destre hanno subito una pesante e innegabile sconfitta politica, al netto – conclude – degli aspetti tecnici e delle singole posizioni sul referendum».
In piazza anche il segretario cittadino del Pd Peppe Panetta che ha interpretato il voto reggino come un segnale di responsabilità e consapevolezza: «C’è stata una partecipazione straordinaria, che ha smentito un po’ ogni previsione, è un fatto positivo di un Paese che vuole partecipare alla vita e alle scelte. Seconda questione vuol dire che un disegno di destabilizzare la Costituzione anche con altre scelte viene messo in discussione.
Dopo questo voto il Governo e se deve fermare e ragionare sul resto, perché le riforme devono essere condivise. Mi riferisco all’autonomia differenziata, alla riforma elettorale. Devono avere una condivisione larga nel Parlamento. La lezione che viene è questa».
La voce del Sì: amarezza e determinazione
Dal fronte del Sì, la senatrice della Lega Tilde Minasi ha commentato con rispetto per il risultato e una punta di amarezza: «Siamo andati pari ai fatti, diciamo quasi. Rispettiamo il volere del popolo e ovviamente un po’ l’amarezza resta perché questa è una riforma che non si ripeterà mai più. Io credo che un minimo di ordine ci voleva anche all’interno della magistratura, però va bene così, noi continuiamo ad andare avanti».
L’orgoglio delle amministrazioni locali
La sindaca di Siderno, Maria Teresa Fragomeni, ha affidato ai social la sua soddisfazione e ha posto l’accento sulla centralità della Costituzione nella vita democratica: «La Repubblica democratica, la Costituzione ne rappresenta l’architrave e i cittadini lo sanno bene. La Costituzione non si cambia per volontà di pochi e quando qualcuno prova a farlo deve fare i conti con un popolo intero che rivendica la propria sovranità. Oggi è un gran giorno per la nostra Italia e anche per la nostra Siderno. La nostra Comunità, da referendum costituzionale del 2 giugno 1946 in cui si espressa a favore della Repubblica, ha sempre saputo scegliere da che parte della storia stare. Viva l’Italia, viva la democrazia, viva la Costituzione». (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato