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la requisitoria

Rapimento Sofia Cavoto, chiesta la condanna a 8 anni per Rosa Vespa

L’imputata ha finto di essere incinta e di aver “partorito”, l’8 gennaio 2025, quando ha sottratto la piccola ai genitori

Pubblicato il: 25/03/2026 – 11:18
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Rapimento Sofia Cavoto, chiesta la condanna a 8 anni per Rosa Vespa

COSENZA Il pm del tribunale di Cosenza, Antonio Bruno Tridico ha concluso, questa mattina, la requisitoria al termine del processo che mira a fare luce sul rapimento della neonata Sofia Cavoto dalla clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. Unica imputata è Rosa Vespa, la donna (difesa dall’avvocato Gianluca Garritano e Teresa Gallucci) è accusata di aver portato via la piccola dalla struttura. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna di Vespa a 8 anni. Contestate due aggravanti, la consapevolezza di aver commesso il fatto a danno di persone ricoverate nella struttura sanitaria e di conoscere previa visita nella struttura il luogo dove compiere il fatto.
Seguiranno, nella giornata di oggi, anche le discussioni degli avvocati di parte civile prima della lettura del dispositivo di sentenza.

La perizia

L’imputata si è sottoposta – tra ottobre e novembre 2025 – a perizia psichiatrica come disposto dal giudice per le indagini preliminari di Cosenza Letizia Benigno. Che ha nominato tre periti: Michele Di Nunzio (psichiatra, psicoterapeuta, specialista in Criminologia Clinica e Psichiatria Forense, docente alla “LUMSA” di Roma), Gabriella Bolzoni (psicologa e criminologa) e Roberta Costantini (psicoterapeuta e psicologa giuridica). La famiglia della madre della piccola, entrambi i genitori sono presenti in aula, si è costituita parte civile tramite gli avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani, affiancati da due consulenti Simonetta Costanzo e Flaminia Bolzan. Secondo l’accusa, Vespa avrebbe finto per nove mesi di essere incinta e di aver “partorito”, l’8 gennaio 2025, quando la piccola Sofia è stata sottratta ai genitori. (f.b.)

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