‘Ndrangheta, riconosciuto il primo locale di Roma: Vincenzo Alvaro condannato a 24 anni
Sentenza di primo grado del processo celebrato con rito ordinario. In abbreviato già inflitti 18 anni ad Antonio Carzo

ROMA Una sentenza che certifica la presenza a Roma di un locale di ‘ndrangheta. Lo hanno di fatto sancito i giudici con la condanna in primo grado emessa questa sera nei confronti degli imputati nel processo nato dall’inchiesta “Propaggine” della Dda della Capitale contro il clan capeggiato da Vincenzo Alvaro e Antonio Carzo. Mentre quest’ultimo è già stato condannato in abbreviato a 18 anni, la pesante condanna per il primo è arrivata per mano dei giudici del Tribunale di Roma: 24 anni di carcere.
Si chiude così il primo capitolo del procedimento celebrato con rito ordinario, con una sentenza che certifica e conferma l’impianto accusatorio della Dda – in aula erano presenti il procuratore capo Francesco Lo Voi e del pm Giovanni Musarò, oggi alla procura nazionale antimafia e antiterrorismo – che negli ultimi mesi e attraverso decine di udienze.
Le accuse
Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni, truffa ai danni dello Stato aggravata dalla finalità di agevolare la ‘Ndrangheta, riciclaggio aggravato, favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa. (Gi.Cu.)
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