Le Amministrative in Calabria, la partita chiusa di Reggio e il “risiko” del centrodestra
Con la candidatura di Cannizzaro in quota Fi in riva allo Stretto si delinea la distribuzione di massima delle caselle nelle grandi città. Ma non mancano le incognite. Il “caso” Catanzaro

LAMEZIA TERME Il “risiko” del centrodestra per le Amministrative in Calabria. L’ufficializzazione della candidatura del coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria ha una indubbia portata politica, per svariate ragioni. La prima riguarda anzitutto Forza Italia, in queste ore attraversate da forti tensioni romane con la “spinta” della famiglia Berlusconi per un rinnovamento della classe dirigente azzurra in un contesto che vede in prima fila proprio i forzisti calabresi, a partire dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, dagli analisti politici nazionali considerato come un possibile competitor dell’attuale leader di Forza Italia Antonio Tajani. Un’altra ragione riguarda invece gli equilibri nella coalizione di centrodestra, in particolare in Calabria. Il dato che secondo alcuni osservatori emerge con la riserva finalmente sciolta da Cannizzaro è quello di un quadro nel centrodestra che potrebbe diventare un po’ più chiaro in vista delle Comunali che da qui a un anno e mezzo chiameranno al voto le principali città della Calabria, tra l’altro in gran parte amministrate da sindaci di centrosinistra (l’eccezione è Crotone). In pratica gran parte degli analisti sostiene che con la candidatura a sindaco di Reggio in quota Forza Italia sarebbe confermato uno schema di massima già delineato, sia pure informalmente, nello scacchiere anche nazionale dal tavolo della coalizione. Considerando che alla fine anche la casella di Crotone è fondamentalmente appannaggio di Forza Italia – il ricandidato Vincenzo Voce, dismessi gli abiti civici e anche un po’ grillini, sarà di nuovo in corsa forte dell’asse con gli azzurri Occhiuto, Cannizzaro e Sergio Ferrari – per i “bene informati” a questo punto potrebbero essere ormai considerate a posto anche le due caselle mancanti: Cosenza, che – si dice – andrebbe a Fratelli d’Italia (nei mesi passati si è parlato di una possibile candidatura del senatore meloniano Fausto Orsomarso) e Catanzaro, che invece spetterebbe alla Lega (qui il “nome forte” è il vicepresidente della Giunta Filippo Mancuso).
Il “caso” Catanzaro
Ma ovviamente i giochi non sono fatti e la quadra, in prospettiva, in realtà va ancora trovata definitvamente, perché nel mezzo ci sono un po’ di fattori da considerare. Il primo riguarda gli equilibri alla Regione, con l’allargamento della Giunta Occhiuto che potrebbe arrivare a breve (con l’ingresso di un assessore per la Lega e uno per Noi Moderati). Il secondo riguarda le Politiche del 2027 (salvo azzardo della premier Meloni di andare al voto anticipato), con tutto quello che ne consegue in termini di candidature. Poi, ci sono le “schermaglie” tra i partiti. Ad esempio, su Catanzaro la vicenda della fallita spallata all’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita ha creato più di un attrito nella coalizione di centrodestra, perché Forza Italia ha spinto forte per il voto anticipato nel capoluogo mentre Fratelli d’Italia e soprattutto la Lega di Mancuso avrebbero un po’ frenato. Gli azzurri non hanno fatto mistero di poter puntare come candidato sindaco sull’“eterno” Sergio Abramo. Fratelli d’Italia ha già fatto sapere che per la “partita” di Catanzaro ci sono eventualmente ancora loro. Si vedrà. Intanto le Provinciali in programma nelle prossime ore potrebbero ridisegnare gli equilibri su Catanzaro. (a. cant.)
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