Sanità, la “normalizzazione” contabile della Calabria è un processo ormai consolidato
Decreto dirigenziale effettua le operazioni di chiusura del rendiconto 2025. Spicca il dato della mobilità passiva fissata a 308 milioni

LAMEZIA TERME La “normalizzazione” della sanità calabrese sul piano contabile è stata un processo sicuramente lungo, soprattutto è un processo che continua, dopo che il settore si è messo alle spalle decenni di contabilità “omerica” e orale. Se sul piano dei Lea, che pure registra consistenti passi avanti, ancora bisogna fare qualcosa in più, sul piano della gestione economica e finanziaria – uno dei due target su cui si misurerà l’uscita dal commissariamento, indicata in tre settimane dal ministro Roberto Calderoli – la Calabria sembra ormai completamente allineata al resto del Paese quanto al rispetto dei tempi e all’ordine contabile. Lo si deduce anche da un decreto del dirigente generale del Dipartimento Salute della Regione, Ernesto Esposito, che riguarda “attività di ricognizione residui attivi e passivi afferenti il perimetro sanitario ed altre operazioni di chiusura del rendiconto finanziario 2025”. Questo sul piano tecnico, in termini più semplicistici si tratta di un decreto propedeutico all’adozione del bilancio consolidato della sanità calabrese, cioè il bilancio di tutto il perimetro sanitario, documento che fino a qualche anno fa era un “buco nero” ma che da un paio di anni a questa parte, su input della struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, finalmente è “nero su bianco”. Per quanto riguarda nello specifico il decreto dirigenziale, da segnalare il dato della mobilità passiva riferita al 2024 (l’ultimo anno da considerare), fissata complessivamente a circa 308 milioni.

I numeri
Il decreto anzitutto dà conto del verbale della riunione del 1° agosto 2025 tra il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il Comitato Lea, riunione che – s rcava dal provvedmento dirigenziale – avrebbe confermato la correttezza dei conti della sanità regionale. In particolare, le somme relative al Fondo sanitario 2024 risultano coerenti con i criteri di riparto nazionale e con quanto registrato nel bilancio regionale. I dati coincidono anche con le previsioni stabilite dagli accordi Stato-Regioni di fine novembre 2024. Per quanto riguarda la mobilità sanitaria — cioè le cure ricevute dai cittadini fuori regione o all’estero — il saldo tra crediti e debiti è negativo per circa 305 milioni di euro sul piano extraregionale. Anche in questo caso emerge dal decreto dirigenziale: i numeri combaciano perfettamente con quelli previsti a livello nazionale. Situazione analoga per la mobilità sanitaria internazionale, che registra un saldo negativo più contenuto, pari a circa 3,1 milioni di euro, anch’esso in linea con i dati ufficiali. Nel complesso – è sempre quanto emerge dal decreto – viene confermato che nel 2024 la contabilizzazione del Fondo sanitario è avvenuta in modo corretto e completo, includendo anche le voci legate alla mobilità sanitaria, pur trattandosi di operazioni che non comportano movimenti reali di cassa. Proprio per questo motivo, al momento della chiusura del bilancio 2025 sarà necessario, come già avvenuto negli anni precedenti, eliminare queste poste contabili — sia crediti sia debiti — fino alla loro totale compensazione. Si tratta di un’operazione tecnica ma importante: serve a evitare distorsioni nei conti pubblici, eliminando entrate e uscite solo “sulla carta” e garantendo che le risorse trasferite dallo Stato coincidano esattamente con quelle effettivamente registrate dalla Regione. Inoltre, questo metodo consente di non gonfiare artificialmente i flussi di cassa complessivi della pubblica amministrazione a livello nazionale. Nel dettaglio, il decreto dispone che il Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio proceda ad alcune operazioni contabili rilevanti. In primo luogo, viene autorizzata la cancellazione dei residui attivi e passivi legati alla mobilità sanitaria extraregionale e internazionale, per un totale di 340 milioni di euro. Inoltre, il provvedimento prevede la regolarizzazione delle partite di giro relative alle anticipazioni di tesoreria per l’anno 2025, per un importo pari a circa 298 milioni di euro. (a. c.)
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