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L’inchiesta della Dda

Camorra e ‘ndrangheta, il progetto dei Casalesi: un accordo con i Bellocco per il traffico di droga

Il clan avrebbe potuto imporsi sul mercato “casalese” strizzando l’occhio alle piazze di Caivano

Pubblicato il: 30/03/2026 – 11:28
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Camorra e ‘ndrangheta, il progetto dei Casalesi: un accordo con i Bellocco per il traffico di droga

REGGIO CALABRIA Il clan dei Casalesi fazione Zagaria aveva avviato contatti con la ‘ndrina Bellocco per portare enormi quantitativi di droga nel Casertano. È uno dei particolari emersi dall’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, e svolta dai Carabinieri del Comando provinciale di Caserta e del Ros, culminata oggi nell’esecuzione di 23 arresti, 19 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, tutte persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con violenze e minacce, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto di armi e munizioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

«Un progetto ambizioso»

«Si trattava di un progetto criminale ambizioso», ha spiegato Gratteri, che ha puntato al consolidamento dei contatti con esponenti della criminalità organizzata calabrese, in particolare della provincia di Reggio Calabria, divenuti nel tempo fornitori abituali soprattutto di cocaina, grazie ai quali, con il prezzo competitivo e l’ottima qualità dello stupefacente, il clan avrebbe potuto imporsi sul mercato “casalese” strizzando l’occhio alle piazze di Caivano (Napoli).
Nel corso dell’indagine sono state arrestate, su provvedimenti delle autorità giudiziarie competenti, altre 9 persone e ulteriori 2 in flagranza di reato; sono state sottoposte a sequestro 4 pistole, una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze, circa 600 cartucce di vario calibro, nonché circa 11 kg di sostanza stupefacente di vario tipo.

«Affari con le cosche più importanti della ‘ndrangheta»

«I capi d’imputazione, nei quali troviamo i reati tipici classici dell’organizzazione mafiosa, confermano che parliamo di una famiglia storica della camorra. Il controllo del territorio era assoluto, addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l’acquisto di un terreno o di un’attività commerciale. Il clan si è poi allargato al traffico di droga andando a imbattersi e a fare affari con delle famiglie più importanti della ‘ndrangheta, soprattutto la famiglia Bellocco, e con proiezioni di riciclaggio all’estero, ad esempio a Dubai», ha detto il procuratore Nicola Gratteri in conferenza stampa. (redazione@corrierecal.it)

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