Diga sul Melito, finisce in prescrizione l’accusa per danno erariale da 259 milioni di euro
Lo ha stabilito la Corte dei Conti nel procedimento contro il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Calabria, ha messo la parola fine al procedimento per responsabilità contabile relativo alla mancata realizzazione della diga sul fiume Melito. Con la sentenza n. 88 del 2026, i giudici contabili hanno dichiarato prescritto il credito erariale, accogliendo l’eccezione sollevata dalle difese dei convenuti. Il giudizio era stato avviato dalla Procura regionale nei confronti del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese in liquidazione, rappresentato dal commissario liquidatore pro tempore, e dei signori F.T. e F.P. L’accusa contestava una presunta cattiva gestione amministrativa e tecnica dell’opera, oltre a gravi carenze nella rendicontazione, ritenute alla base della revoca del finanziamento.
I problemi
La realizzazione dell’importante opera ha manifestato criticità legate a contestazioni con le società appaltatrici e sospensione dei medesimi lavori per una vertenza con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Ministero dei Lavori Pubblici in ordine all’assoggettamento a valutazione di impatto ambientale dell’opera. Sono seguiti contenziosi originati dalle riserve iscritte nella contabilità da parte delle società appaltatrici, risoluzione del rapporto con ultima società esecutrice per il sopravvenire a suo carico di una informativa antimafia (nel 2010) , ed infine si è verificata la sospensione del finanziamento da parte del Ministero competente (nel 2011), richiamando la necessità di adeguare il progetto alle nuove prescrizioni in materia di sicurezza delle dighe.
Dichiara la prescrizione
All’esito della discussione nella camera di consiglio la Corte dei Conti ha dichiarato la prescrizione del credito in accoglimento della eccezione di prescrizione eccepita dai difensori che hanno argomentato come l’azione di responsabilità erariale non potesse avere decorrenza dalla revoca del finanziamento che interveniva nel 31 dicembre 2019, in quanto l’opera non veniva realizzata nel corso degli anni per una serie ininterrotta di problematiche progettuali e di contenziosi con gli affidatari dei lavori e quindi il danno era già conosciuto dall’amministrazione e dalla Procura contabile.