«Non possiamo più aspettare anni». Occhiuto lancia il piano straordinario per la Calabria
Con nuove deroghe burocratiche e interventi urgenti, la Regione punta a proteggere territori e spiagge prima dell’estate

REGGIO CALABRIA Ci sono voluti mesi di piogge incessanti, frane che hanno divorato strade, fiumi esplosi fuori dagli argini e famiglie costrette ad abbandonare le proprie case in piena notte perché la Calabria si sedesse attorno a un tavolo e dicesse ad alta voce come stanno davvero le cose. È successo questo pomeriggio, nella sala Monteleone del Consiglio Regionale di Reggio Calabria: un appuntamento sobrio nella forma, pesante nella sostanza. Accanto al presidente Roberto Occhiuto, il vicepresidente Filippo Mancuso, l’assessore Antonio Montuoro, il capo della Protezione Civile regionale Domenico Costarella, per l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale Raffaele Velardo e il commissario di Governo per il dissesto idrogeologico Fabio Nardi.
Servono più risorse e tempi rapidi
«Il conto è pesante. Ma non ci siamo fermati» ha detto Occhiuto che non ha cercato scorciatoie. Ha aperto la conferenza con la stessa franchezza con cui, nelle settimane precedenti, aveva seguito in prima persona le zone più martoriate. «I danni sono ingenti — ha detto — ma la macchina istituzionale non si è mai fermata e abbiamo riaperto la piattaforma per la richiesta dei ristori». C’è tempo fino al 3 aprile per fare richiesta .
Spiega Occhiuto: «Per rispondere davvero alle esigenze della Calabria nella difesa del suolo servono più risorse e, soprattutto, tempi molto più rapidi. Per questo sono state avanzate proposte concrete per accelerare gli interventi, chiedendo deroghe ai processi autorizzativi. Oggi, infatti, per il ripascimento di una spiaggia possono servire fino a 18 autorizzazioni, e non è possibile utilizzare i sedimenti dei porti insabbiati per il recupero delle coste. Con le nuove deroghe previste dall’ordinanza, sarà possibile procedere più velocemente. Il problema, quindi, spesso non è la mancanza di fondi, ma la lentezza delle procedure. Dopo i primi eventi calamitosi, Regione ed enti locali si sono attivati immediatamente. È stata firmata la convenzione con l’autorità centrale per la dichiarazione dello stato di emergenza, e una nuova ordinanza della Protezione Civile consentirà di rimborsare i Comuni per gli interventi urgenti e i danni subiti. La priorità è garantire ristori rapidi: non si può più aspettare anni, ma servono risposte entro pochi mesi. Allo stesso tempo, è fondamentale proseguire il lavoro di prevenzione del rischio idrogeologico. Dal 2022 la collaborazione con l’Autorità di bacino degli Appennini meridionali ha permesso di ottenere una mappatura dettagliata dei rischi, dei sedimenti presenti nei corsi d’acqua e delle aree in cui possono essere riutilizzati per il ripascimento delle spiagge. Questo dimostra che l’attenzione su questi temi non nasce solo dopo le emergenze».

I dati
Complessivamente sono stati finanziati 196 interventi per un valore totale di 186 milioni di euro, con l’obiettivo di prevenire i rischi naturali e migliorare la sicurezza ambientale.
Una parte significativa delle risorse è destinata alla mitigazione del rischio alluvione, con 98 interventi per un investimento pari a 74 milioni di euro. Queste opere mirano a ridurre l’impatto delle esondazioni e a proteggere centri abitati e infrastrutture.
Importante anche il capitolo relativo al rischio frane, per il quale sono stati programmati 53 interventi, finanziati con 62 milioni di euro. Gli interventi riguardano la messa in sicurezza dei versanti e la prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico particolarmente diffusi nel territorio calabrese.
Sul fronte della tutela delle coste, sono previsti 23 interventi contro l’erosione costiera, per un totale di 41,5 milioni di euro. Queste azioni puntano a salvaguardare il litorale e a preservare sia l’ambiente naturale sia le attività economiche legate al mare.
Infine, 22 interventi sono dedicati alla manutenzione delle opere marittime, con uno stanziamento di 8,5 milioni di euro, per garantire l’efficienza delle infrastrutture portuali e costiere.
Riformare i meccanismi autorizzativi
Parla chiaro il presidente Occhiuto e spiega bene che nell’ultimo quadriennio sono stati spesi circa 140 milioni di euro, rispetto ai 46 milioni del quadriennio precedente: un incremento significativo, pari a circa il 190%.
Tuttavia, questi risultati, pur rilevanti, non devono illudere: «Si tratta ancora di cifre insufficienti rispetto a quanto sarebbe necessario per contrastare efficacemente il dissesto idrogeologico. Servirebbero molte più risorse e, soprattutto, tempi di intervento più rapidi.
Resta indispensabile riformare i meccanismi autorizzativi: oggi per molte opere servono troppi pareri preventivi. Un sistema più efficiente dovrebbe prevedere regole chiare definite dagli enti competenti, ma responsabilità operative affidate a progettisti, imprese e Comuni, con controlli successivi. Gli eventi recenti confermano l’urgenza: in due giorni sono caduti oltre 500 millimetri di pioggia, più di quanto normalmente si registra in un anno. In queste condizioni, gli argini cedono facilmente. Serve quindi accelerare gli interventi, ma anche maggiore consapevolezza: non si può continuare a costruire in aree a rischio. I cambiamenti climatici renderanno questi fenomeni sempre più frequenti. Per questo è necessario farsi trovare preparati, con interventi tempestivi, pianificazione adeguata e un confronto istituzionale serio e basato su competenze, nell’interesse del futuro della Calabria».

Gli interventi urgenti nell’area grecanica
Dopo i danni provocati dal ciclone Harry, partono gli interventi urgenti lungo la costa ionica reggina. Le misure puntano a contrastare l’erosione costiera e a ripristinare le condizioni di sicurezza in vista della stagione estiva.
In attesa della definizione del Piano stralcio sperimentale di compensazione dei sedimenti, di competenza dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, è stata attivata una stretta collaborazione istituzionale. Coinvolti, oltre alla stessa Autorità, la Protezione Civile Regionale, ARPACAL e il Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale.
Il piano operativo individua due aree prioritarie: l’area grecanica e la Locride.
Nel versante grecanico, il prelievo dei sedimenti avverrà dal porto di Saline Jonica, mentre gli interventi di ripascimento interesseranno i litorali di Melito Porto Salvo, San Lorenzo e Bova Marina, tra i tratti più esposti ai fenomeni erosivi.
Per la Locride, invece, il punto di prelievo è fissato nel porto di Roccella Jonica. Da qui partiranno le operazioni di ripascimento che coinvolgeranno Roccella Jonica, Caulonia, Marina di Gioiosa Ionica e Siderno.
L’obiettivo è chiaro: accelerare i lavori e completare gli interventi prima dell’avvio della stagione balneare, restituendo piena fruibilità alle spiagge e garantendo maggiore sicurezza ai territori colpiti. (redazione@corrierecal.it)
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