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verso le comunali

Cannizzaro scende, Battaglia sale (in salita)

La candidatura del leader azzurro complica i piani del centrosinistra, che prova a reggere l’urto a due mesi dal voto

Pubblicato il: 31/03/2026 – 13:14
di Romano Pitaro
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Cannizzaro scende, Battaglia sale (in salita)

È sorprendente, in una congiuntura in cui (quasi sempre) i politici gradiscono respirare l’aria delle istituzioni nazionali ed europee piuttosto che sgobbare nelle trincee amministrative locali, dove il corpo a corpo con gli affanni dei cittadini è incalzante, apprendere che il deputato berlusconiano Francesco Cannizzaro, catalizzatore formidabile di consenso e politico dalla leadership consolidata, ha deciso di candidarsi a sindaco di Reggio Calabria.
Scatta poi l’applauso, quando si legge che la scelta è dettata dal desiderio impellente di misurarsi, in prima persona, con le contraddizioni della città – simbolo, per vicende dolenti e prospettive tradite, dei ritardi del Mezzogiorno. E, insieme, scatta un interrogativo: che ne sarà, adesso, delle belle speranze del democrat Mimmo Battaglia, fresco d’investitura (da primarie) a primo cittadino per l’imminente competizione cittadina-metropolitana?
Sì, la politica spesso è come il pallone. E, in un clima di rapide e cangianti passioni elettorali che rimbalzano nelle piattaforme digitali, dove per accedervi il requisito è la polverizzazione del principio logico-sintattico, può succedere di tutto.
Ma come potrebbe mai spuntarla Mimmo Battaglia, se si raffronta il suo percorso curriculare, all’insegna della moderazione e della mediazione e ispirato da quel cattolicesimo democratico sterilizzato nei tornanti della storia, con il profilo di uno degli uomini più potenti del centrodestra che, per sovrappiù, si proietta nella corsa subito dopo che il “Sì” referendario prende una scoppola in Italia mentre a Reggio, soprattutto grazie a lui, sale vittorioso sul podio?
Cannizzaro, pur non avendo mai fatto l’assessore alla Cittadella di Catanzaro né svolto funzioni di governo a Roma, da consigliere comunale (2005) e, in successione, da consigliere regionale, deputato e coordinatore del partito in Calabria, è tra gli interpreti più efficaci della politica attenta a dare risposte tangibili ai bisogni di pezzi di società.
E se sull’esito delle risposte è lecito qualche dubbio, visto che i divari di cittadinanza Calabria-Paese stentano a restringersi, è certo che, nell’esercizio delle sue prerogative, è un campione. Infatti, senza panegirici, più volte ha obbligato Governo e Parlamento a guardare alla Calabria; ha inoltre reso possibile l’elezione di un parlamentare europeo calabrese e in Regione le sue volontà hanno sicuro ascolto. È con una siffatta potenza di fuoco politico che dovrà misurarsi Mimmo Battaglia, che ha davanti a sé un bivio.
Potrà contare, considerato che per il voto mancano due mesi, sull’indebolimento progressivo del centrodestra (in Italia e in Calabria) che, dopo la batosta referendaria e una sfilza di svarioni, sta andando in confusione e, in ogni caso, non potrà più ostentare la sicurezza di prima.
Ma allora dovrà dimostrare che buon sangue non mente. Perché la sua parte non ha investito su un quisque de populo, bensì sul figlio dell’on. Pietro Battaglia: sindaco grintoso della rivolta degli anni ’70, che, col suo memorabile “Rapporto alla Città” e per tutelarne le ragioni, non esitò a contrastare il suo stesso partito che a Roma approvava le scelleratezze del “Pacchetto Colombo”.
Oppure dovrà sfoggiare l’intraprendenza del giovane pastore israelita nella sfida al gigantesco guerriero filisteo. Bastarono una fionda e un sasso per atterrare Golia e il suo orgoglio smisurato. Le debolezze, a volte, possono trasformarsi in successi, se si agisce con intelligenza condita con una discreta dose di fortunata avventatezza. Certo, Davide aveva con sé l’Onnipotente, ma Mimmo Battaglia, benché cattolico convinto, se non sull’aiuto divino, su quali forze può davvero contare “per dare – pescando da Vasco Rossi – un senso a questa storia”? (redazione@corrierecal.it)

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