Terminal crocieristico di Reggio Calabria, progetto già finanziato e fermo ma ancora strategico
Pensato dall’Atelier(s) Femia, parla l’architetto: «Per noi rimane un punto di riferimento pronto a prendere forma quando ci sarà una visione politica e infrastrutturale chiara»

REGGIO CALABRIA «Tutto il tema delle aree portuali è sempre in evoluzione, cambiano le presidenze, cambiano i ruoli, ma il progetto non è completamente scomparso». Così l’architetto Alfonso Femia sintetizza ai microfoni del Corriere della Calabria lo stato del nuovo terminal crocieristico del porto di Reggio Calabria, presentato più di due anni fa e ancora fermo. «C’è una riflessione sulle diverse attività portuali e sullo sviluppo dei sistemi dello Stretto – aggiunge – e confidiamo che l’avvio di lavori parziali da parte di società private possa dare il via a una realizzazione graduale». Nonostante i ritardi, Femia ribadisce che il progetto resta pienamente valido: «È stato sviluppato, definito e finanziato; per noi rimane un punto di riferimento pronto a prendere forma quando ci sarà una visione politica e infrastrutturale chiara. Questo progetto potrà, nell’orizzonte non immediato, e ancor più con la costruzione del Museo del Mare e con l’evoluzione dell’area centrale di Reggio Calabria, costituire un vero punto di riferimento e trovare finalmente attuazione. Chiaramente, si tratta di un’area complessa, collocata tra Villa San Giovanni e Reggio Calabria, che richiede valutazioni attente e forse anche adattamenti specifici. Tuttavia, oggi quel progetto può rappresentare un riferimento concreto per capire quanto e come potrà essere realizzato, nel momento in cui la visione politica, infrastrutturale e del contesto potrà determinare un indirizzo chiaro. Il progetto era finanziato nella sua interezza, ma successivamente sono state riviste alcune priorità – non il progetto in sé, ma l’ordine degli interventi».

La realizzazione dell’opera doveva vedere la sua fase di avvio a metà 2024, secondo quanto voleva l’allora presidente d’Autorità di sistema portuale dello Stretto Mario Mega. L’importo complessivo per la realizzazione dell’opera ammontava a circa € 22.800.000 finanziati all’interno del fondo di 15 milioni di euro messo a disposizione con la Finanziaria dello Stato dell’anno 2021 e due milioni e 200 mila euro a valere sui fondi propri dell’Autorità di sistema per la realizzazione delle infrastrutture di security, delle pensiline e del Terminal crociere, 5 milioni e seicento interamente a carico dell’Ente per la realizzazione della pista ciclabile.
Un terminal pensato per il dialogo tra città e mare
Il terminal progettato dall’Atelier(s) Femia non doveva essere solo un punto di arrivo e partenza per le navi da crociera, ma un vero spazio culturale e urbano. L’idea era quella di ospitare mostre, eventi e attività di intrattenimento, garantendo un utilizzo continuo anche nei giorni senza traffico crocieristico. Il vero protagonista dell’edificio è la ceramica, con superfici diamantate che giocano con luce e ombra, svelandosi e nascondendosi, creando un dialogo costante tra struttura, porto e città. Vetri basso emissivi, pannelli prefabbricati in calcestruzzo e un sistema fotovoltaico integrato uniscono estetica, sostenibilità e funzionalità, facendo del terminal un punto di riferimento architettonico oltre che logistico.
Reggio Calabria al centro di un progetto interregionale
Un terminal crocieristico, dunque, per un porto reggino che vuole giocare un ruolo strategico su ci punta anche l’attuale presidente dell’Autorità portuale Francesco Rizzo. Così ecco che c’è il progetto “Magna Graecia Coast to Coast”. Taranto, Reggio Calabria e Agropoli, sono in rete creando un modello integrato di sviluppo crocieristico fondato su cooperazione, identità territoriale e qualità dell’esperienza. Il protocollo d’intesa, siglato tra l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e Salerno Cruises, punta a rafforzare l’attrattività della Magna Grecia, soprattutto per il segmento luxury e premium, promuovendo itinerari sostenibili che valorizzino cultura, paesaggi e comunità locali. Adesso ci sarà la presentazione a Miami, il 12 aprile, durante la fiera Seatrade Cruise Global, dove il network jonico illustrerà la propria offerta a operatori e compagnie internazionali, consolidando la presenza dei porti meridionali sul mercato globale.
Tra visione e concretezza
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, sottolinea: «Abbiamo il compito di incrementare i traffici nei nostri porti, valorizzando l’unicità culturale e paesaggistica del territorio. Questo progetto dimostra che il Meridione italiano è una destinazione con esperienze intense e di qualità, capaci di generare sviluppo economico per i territori». Ecco dunque la centralità della cooperazione tra porti: non più scali in competizione, ma una rete capace di creare valore condiviso, in coerenza con le strategie del terminal Femia e con le rotte crocieristiche di qualità. Il masterplan dell’Atelier(s) Femia, da 22,8 milioni di euro, immagina un porto aperto alla città, con terminal passeggeri, spazi verdi e funzioni urbane integrate. Presentato nel 2023 come intervento chiave, ha subito una frenata dopo il cambio ai vertici dell’Autorità portuale: oggi con la presidenza affidata a Francesco Rizzo, che punta a uno sviluppo crocieristico selettivo, affiancato alla tutela della funzione commerciale e operativa del porto, potrebbe ripartire. L’architetto Alfonso Femia ribadisce: «Il progetto può diventare un punto di riferimento e per noi resta ancora valido. La sua attuazione dipenderà dalla visione politica e infrastrutturale, ma il lavoro fatto finora non va disperso».