La “cocaina azzurra” svela l’evoluzione del mercato della droga a Lamezia Terme
Nelle carte dell’indagine coordinata dalla Procura lametina compaiono diverse “fasce” di cocaina: un dettaglio che racconta un mercato della droga più organizzato, redditizio e meno artigianale

LAMEZIA TERME Un’organizzazione ben strutturata e in grado di gestire e spacciare un grande quantitativo di droga, con prezzi variabili e sostanza classificata in base alla qualità. È il quadro che emerge dall’inchiesta ribattezzata “Pullo”, coordinata dalla Procura lametina che ha portato alla chiusura indagini per 21 persone. C’è un dettaglio, tra le carte dell’indagine che da solo racconta quanto il mercato della droga a Lamezia sia ormai lontano dall’idea di uno spaccio improvvisato, affidato soltanto alle cessioni al minuto e alla logica della strada.
“Cocaina azzurra”
Già perché tra i passaggi riportati negli atti compare anche il riferimento a una «cocaina azzurra». Un elemento che colpisce particolarmente perché segnala una «distinzione interna tra diversi tipi di sostanza», alludendo a qualcosa di molto più sofisticato, con una classificazione usata all’interno del mercato della droga per distinguere prodotto, resa e valore economico della sostanza. Difficile, allo stato attuale, capire se il riferimento è a droghe più potenti. Nel mercato della droga, infatti, con “cocaina azzurra” viene spesso indicata la “Blue Punisher”, una variante di ecstasy.
Le “fasce di qualità” della droga a Lamezia
Quello che in ogni caso emerge dall’inchiesta non è soltanto una mappa dello spaccio al dettaglio e il “salto di livello” nei quantitativi ma anche nella qualità (NE ABBIAMO SCRITTO QUI). Dalla chiusura delle indagini emerge infatti uno scenario molto più articolato, nel quale la droga appare classificata secondo diverse fasce qualitative. Nelle carte compaiono espressioni come «migliore qualità», «buona qualità» e «mediocre», segno di un lessico che rimanda a un mercato interno ben definito, nel quale il valore della sostanza varierebbe non solo in base al peso, ma anche alla sua resa e alla sua “categoria”.
Un salto di qualità nel business
Analizzando i grandi quantitativi spacciati al dettaglio, come ad esempio l’episodio legato ai 600 grammi di cocaina risalente all’agosto del 2021, il riferimento alla «cocaina azzurra» non è solo un dettaglio di contorno, ma il segnale di un sistema che avrebbe affinato anche il linguaggio in grado di offrire una scelta accurata di sostanze. Perché dentro la definizione “cocaina azzurra” c’è l’idea di uno spaccio che cambia pelle: meno artigianale, meno occasionale, più simile a un sistema capace di riconoscere il valore della merce e di trasformarlo in profitto.
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