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l’intervista

Massimo Mauro: «La Nazionale prenda esempio dal Catanzaro, è un modello vincente»

Le parole dell’ex calciatore, oggi commentatore tv, nel capoluogo di regione per un torneo solidale della sua Fondazione “Vialli e Mauro”

Pubblicato il: 06/04/2026 – 11:16
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Massimo Mauro: «La Nazionale prenda esempio dal Catanzaro, è un modello vincente»

CATANZARO Non solo calcio giocato, ma anche impegno concreto per la ricerca e la sanità. A Catanzaro è andato in scena il torneo promosso dalla Fondazione Vialli e Mauro, un evento che unisce sport giovanile e solidarietà, nel solco dell’eredità lasciata da Gianluca Vialli.
A raccontarne il significato è Massimo Mauro, catanzarese ed ex centrocampista giallorosso e di squadre come Juventus, Napoli e Udinese. «Siamo venuti a Catanzaro a fare quello che abbiamo fatto per quattro anni ad Alba: promuovere il calcio giovanile e, attraverso queste iniziative, finanziare la ricerca sulla Sla e sul cancro», ha spiegato.
Il progetto nasce proprio da un desiderio condiviso con Vialli: «Luca mi disse che sarebbe stato felice di fare qualcosa con l’ospedale di Catanzaro». Negli anni scorsi è stato donato un mammografo digitale, mentre questa edizione del torneo consentirà di acquistare 50 caschi refrigeranti destinati alle pazienti oncologiche, utili a ridurre la caduta dei capelli durante la chemioterapia. «È una grande soddisfazione – ha aggiunto Mauro – riuscire, attraverso il divertimento di questi ragazzi under 15, ad essere importanti per il futuro dell’ospedale e per le signore meno fortunate».
In campo, oltre ai padroni di casa del Catanzaro, si sono affrontate squadre di primo piano come Juventus, Lazio, Roma, Napoli e Palermo. Quattro giorni di gare e confronto, all’insegna dello sport e della crescita. «Ho visto Napoli-Catanzaro, è stata una partita viva, ma la cosa più bella è riuscire a fare tutto questo», ha sottolineato Mauro.
Nel corso dell’intervista, l’ex calciatore ha poi allargato lo sguardo anche al momento del Catanzaro e, più in generale, del calcio italiano dopo l’esclusione della Nazionale di Gennaro Gattuso dal Mondiale. Secondo Mauro, nel capoluogo calabrese esiste un contesto favorevole alla crescita: «Chiunque viene a Catanzaro gioca bene e allena bene, poi quando va via fa male, e mi riferisco a Vivarini e Caserta. Qui c’è il clima giusto per esprimersi al massimo», ha detto, citando i percorsi recenti legati alla gestione societaria e tecnica. «In Nazionale – ha aggiunto – non mi sembra che ci sia il clima giusto per esprimersi al massimo. Vedo gente che si butta per terra, che non è capace di decidere la cosa giusta al momento giusto. Queste sono qualità che vanno al di là della tecnica e della tattica. Per sapere stare in campo si deve fare il percorso giusto, non ci si può credere fenomeni a vent’anni perché si giocano 15 partite in Serie A. Forse dovremmo imparare dalla realtà che si vive in questa città, e non lo dico perché sono di Catanzaro e tifo il Catanzaro, lo dico perché l’ho visto con i miei occhi. A Catanzaro da qualche anno c’è il clima giusto per esprimersi al meglio. Lo dice la storia del Catanzaro di Noto, di Iemmello, che poi è stato il Catanzaro anche di Vivarini, di Caserta e adesso è di Aquilani». Un modello che, a suo avviso, manca invece alla Nazionale di calcio dell’Italia.
Per Mauro, il problema riguarda anche il sistema: «Oggi per giocare si paga, per vedere le partite si paga: si perde quell’amore che ti porta a fare sacrifici». A questo si aggiunge il costo elevato dei giovani italiani, che spesso frena gli investimenti e spinge i club a guardare altrove. «Se non si affrontano questi aspetti, la Nazionale avrà sempre difficoltà», ha spiegato.
Non manca poi un passaggio su Gennaro Gattuso: «Rino è una persona straordinaria e un ottimo allenatore, ma in campo non ci va lui. Da calciatore aveva proprio quelle qualità che oggi mancano: per questo ha raggiunto livelli altissimi». (redazione@corrierecal.it)

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