Mille oncologhe sottoscrivono la Carta di Montecitorio
Il documento prevede meno burocrazia, più tempo ai pazienti e maggiori tutele per i caregiver

ROMA Meno burocrazia, più tempo per i pazienti, maggiore attenzione alla comunicazione e riconoscimento del ruolo dei caregiver: sono questi i punti cardine della Carta di Montecitorio presentata alla Camera nell’ambito di “Donne che curano 2026”, la manifestazione promossa da Women for Oncology Italy che celebra dieci anni di attività. Il documento, sottoscritto da oltre mille oncologhe italiane, mette al centro i tre protagonisti del percorso di cura, paziente, caregiver e operatore sanitario, e punta a promuovere interventi concreti a sostegno del sistema oncologico. “La carenza di specialisti e l’eccessivo carico burocratico stanno progressivamente riducendo il tempo dedicato alla cura- ha spiegato Rossana Berardi, Presidente uscente dell’associazione – È necessario restituire centralità all’attività clinica, tutelando al tempo stesso la qualità dell’assistenza e il benessere dei professionisti”. In Italia si contano circa 5 oncologi ogni 100mila abitanti, a fronte di numeri più alti in altri Paesi europei, mentre il carico burocratico risulta superiore di circa il 40%, con effetti diretti sull’organizzazione del lavoro e sull’assistenza ai pazienti. Tra le priorità indicate, la necessità di una sburocratizzazione delle attività sanitarie, anche alla luce dei processi di digitalizzazione legati al Pnrr, che spesso si rivelano poco efficienti. Nella carta di Montecitorio sono previsti anche il richiamo allo scudo penale dei medici su cui sta lavorando il sindacato Anaao e la progettualità sulla tutela della gravidanza condotte da Enpam. Centrale, anche il tema della comunicazione medico-paziente, considerata parte integrante della cura ma da rendere sostenibile nei tempi e nelle modalità. Spazio inoltre alla tutela dei caregiver, in gran parte donne tra i 40 e i 65 anni, per le quali si chiede un rafforzamento delle misure di riconoscimento anche sul piano economico. L’edizione 2026 segna anche il passaggio di consegne alla guida dell’associazione, con Valentina Guarneri, Direttrice della Uoc Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto, che succede a Berardi alla presidenza. “L’obiettivo è proseguire e rafforzare questo percorso di condivisione, promuovendo iniziative e progetti che continuino a dare voce ai professionisti, ai pazienti e ai caregiver, con una particolare attenzione alla promozione della parità di genere e, più in generale, di una cultura della cura sempre più inclusiva”, ha dichiarato Guarneri. In dieci anni, Women for Oncology Italy ha costruito una rete di oltre mille specialiste, contribuendo alla crescita della leadership femminile in oncologia. Tuttavia, secondo una survey presentata durante l’evento, quasi il 70% delle strutture vede ancora uomini nei ruoli di direzione. (Ansa Salute)
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