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Il turismo trema davanti alla crisi, «settimane cruciali per prenotare i viaggi in Calabria, si rischia una sciagura»

La preoccupazione del presidente di Federalberghi Calabria. «Il turismo di prossimità è una soluzione, ma il settore vive di programmazione»

Pubblicato il: 07/04/2026 – 17:19
di Fabio Benincasa
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Il turismo trema davanti alla crisi, «settimane cruciali per prenotare i viaggi in Calabria, si rischia una sciagura»

COSENZA Neanche il tempo di festeggiare per la nomina, per il neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi (qui la nostra intervista) la prima giornata di lavoro a Villa Ada – dopo il giuramento avvenuto nelle mani del presidente Sergio Mattarella venerdì – scivola via con un tavolo pieno zeppo di dossier. Ad accoglierlo oltre ai dipendenti e l’ufficio stampa c’era Gianluca Caramanna, responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia, che sui social ha pubblicato una foto accompagnata da un post: «Subito al lavoro con il ministro Mazzi per valorizzare al meglio la nostra splendida nazione, ricca di bellezza, cultura e tradizioni uniche al mondo. Avanti con impegno e visione per rendere l’Italia sempre più accogliente e protagonista nel panorama turistico internazionale». Il messaggio di rito è scontato, l’exit strategy per “salvare” l’imminente stagione estiva, invece, resta un rebus. La crisi petrolifera e la guerra in Medio Oriente agitano i professionisti del turismo, preoccupati dalle pesanti e possibili ricadute sull’intera filiera. La domanda sorge, dunque, spontanea: partiremo questa estate? Alle incognite delle destinazioni estere sconsigliate per i conflitti in corso, in primis Ucraina, Russia, Medio Oriente, Sudan, Congo, Haiti, Yemen, o per la grave crisi alimentare e logistica come Cuba, si sommano, per ogni rotta, i dubbi sulla disponibilità e i costi dei carburanti, con le forniture dai Paesi Arabi ridotte al lumicino dopo la chiusura dello stretto di Hormuz. Già nei prossimi giorni la possibile scarsità di carburante potrebbe mettere a terra molti aerei pronti a decollare insieme alla prossima summer.
Secondo Assoviaggi Confesercenti «il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio». Tuttavia il dilemma-costi pesa anche per chi opta per l’organizzazione fai-da-te del viaggio. Una volta scelta una meta tra quelle non sconsigliate dalla pagine “Viaggiare sicuri” del ministero Affari Esteri, calcolatrice alla mano occorre valutare se stipulare un’assicurazione contro il rischio di cancellazione voli per eventuali mancate forniture di carburante. Può arrivare a costare fino all’8% dell’intera vacanza, avverte Codacons, e le polizze non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni.

La preoccupazione di Federalberghi Calabria

Inutile sottolineare come gli effetti rischiano di mettere in ginocchio anche il settore turistico calabrese, sorretto e sospinto – negli ultimi mesi – da numeri e dati in crescita. «Quanto sta accadendo rischia di trasformarsi in una sciagura – sostiene al Corriere della Calabria Fabrizio D’Agostino presidente di Federalberghi Calabria sono questi i mesi, le settimane, cruciali per le conferme dei viaggi, soprattutto da parte dei turisti stranieri che stanno bloccando i villaggi turistici calabresi». «C’è un problema di costi, di charter bloccati ad un prezzo non più praticabile e come questo anche chi ha deciso con la famiglia di poter spendere un determinato budget adesso si troverà a preventivare un altro decisamente più oneroso. Insomma c’è una situazione allarmante su cui bisogna intervenire prima che il danno si trasformi in beffa». Per D’Agostino si dovrebbe rafforzare «il turismo di prossimità perché, come si faceva una volta, il viaggio non organizzato resta forse quello più possibile; il turismo vive di programmazione e se non puoi farlo devi trovare necessariamente una soluzione alternativa», prosegue D’Agostino. Il rischio è di un effetto in stile Covid? «C’è questo rischio, è inutile girarci intorno. Il turismo, ripeto, vive di programmazione, deve essere assolutamente pensato prima per poi essere gestito nel migliore dei modi». (f.benincasa@corrierecal.it)

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