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Prima Napoli, poi Cetraro: la flottiglia “Thousand Madleens to Gaza” arriva al Sud

La missione internazionale, organizzata per sfidare il blocco e fornire solidarietà concreta al popolo palestinese

Pubblicato il: 09/04/2026 – 22:00
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Prima Napoli, poi Cetraro: la flottiglia “Thousand Madleens to Gaza” arriva al Sud

CETRARO Prima Napoli, poi Cetraro: la flottiglia “Thousand Madleens to Gaza” arriva nel sud Italia. Partite da Marsiglia il 4 aprile, le imbarcazioni di Thousand Madleens to Gaza e della Freedom Flotilla Coalition si apprestano a raggiungere le coste italiane. La missione internazionale, organizzata per sfidare il blocco e fornire solidarietà concreta al popolo palestinese, farà tappa a Napoli e Cetraro prima di fare rotta verso Gaza. Dal 10 al 12 aprile le imbarcazioni saranno a Napoli, primo approdo pubblico in Italia. Tre giorni di impegno per le reti sociali territoriali e la cittadinanza per ribadire il ruolo dei porti del Mediterraneo come spazio di giustizia, solidarietà e libertà. Dopo Napoli, la flottiglia si dirigerà in Calabria, a Cetraro. Il comune del cosentino è stato scelto per la sua storia di solidarietà e come posizione di contrasto all’uso delle infrastrutture regionali per la logistica militare. Mentre le rotte commerciali globali continuano a facilitare il transito di armamenti e merci “dual-use” (a doppio uso), le 20 imbarcazioni della flotta di “Thousand Madleens to Gaza” trasportano forniture civili essenziali richieste dalla popolazione palestinese per ricostruire ciò che è stato distrutto. «Mentre l’attenzione internazionale si sposta verso le escalation geopolitiche e l’economia di guerra globale e mentre il blocco continua a spingere Gaza sempre più a fondo nella devastazione, noi scegliamo di moltiplicare le rotte della solidarietà. Gaza non può più essere ignorata», dichiarano gli attivisti di Thousand Madleens. Napoli sarà la prima tappa pubblica della missione in Italia — una città che storicamente si schiera contro l’oppressione. La scelta di Cetraro parla a tutto il Sud Italia: in una regione segnata da anni di tagli ai servizi pubblici, la trasformazione di un porto pubblico in un centro per la solidarietà internazionale funge da rifiuto della “economia di guerra” a favore degli investimenti e dei diritti umani. (redazione@corrierecal.it)

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