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la “flotilla” a cetraro

Estelle: «Quando a 16 anni scelsi la mia rotta oltre i confini di casa»

La testimonianza di una giovane che ha scelto la rotta della pace e della solidarietà tra i popoli

Pubblicato il: 16/04/2026 – 11:20
di Ennio Stamile
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Estelle: «Quando a 16 anni scelsi la mia rotta oltre i confini di casa»

Nemmeno le raffiche calde e insistenti di uno scirocco che ha spazzato la costa tirrenica per l’intera giornata sono riuscite a frenare l’entusiasmo e la determinazione della Flotilla partita da Marsiglia. Con manovre decise, scortate dall’ottimo e paziente lavoro della Capitaneria di porto e degli straordinari operatori del porto turistico di Cetraro, le imbarcazioni hanno fatto il loro ingresso trionfale, confermando la centralità dello scalo cosentino per i grandi eventi legati al mare. Grazie a una lungimirante e coraggiosa accoglienza dell’attuale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Aieta, che ha messo a diposizione gratuitamente i venti posti barca con un gesto che ha saputo andare ben oltre i rigidi confini della fredda burocrazia amministrativa, mettendo al primo posto valori come pace, solidarietà e accoglienza, parte della Flotilla diretta a Gaza ha scelto di fare scalo a Cetraro.  Nonostante le condizioni meteo avverse, che avrebbero potuto scoraggiare anche i navigatori più esperti, gli equipaggi hanno mantenuto la rotta. L’accoglienza a terra è stata calorosa: ad attendere l’arrivo della carovana marittima c’erano autorità locali, cittadini e curiosi, tutti riuniti per celebrare un momento che unisce solidarietà verso la popolazione palestinese e messaggio politico di pace. L’approdo a Cetraro non è solo un traguardo tecnico, ma un segnale forte di resilienza e resistenza contro ogni forma di violenza e sopraffazione. Il porto, infrastruttura chiave per il turismo della Calabria Citra, ha dimostrato ancora una volta di essere un rifugio sicuro e un hub d’eccellenza, capace di gestire arrivi complessi anche sotto la pressione degli elementi naturali. Con il vento che non rinunciava a calare, la serata è stata vissuta come una grande festa in banchina, dove i racconti della traversata e di qualche giovane componente del gruppo, sono diventati il cuore pulsante di questa tappa indimenticabile.

La testimonianza di Estelle

Assieme al sindaco e a pochi amici abbiamo ascoltato la testimonianza della giovane Estelle che quando aveva sedici anni – ora ne ha compiuti da poco ventidue – ha scelto la rotta della pace e della solidarietà tra i popoli oltre i confini di casa. A quell’età il mondo è spesso un riflesso di ciò che s’impara a tavola, tra le mura domestiche, oltre che a scuola. Ma per Estelle, giovane ragazza dell’Ovest della Francia, cresciuta in una famiglia dalle radici saldamente ancorate alla destra conservatrice, quella tavola è diventata il primo terreno di confronto e, infine, di liberazione.  Mentre i suoi genitori osservavano con preoccupazione il mutare dei tempi, invitandola a scegliere da che parte stare, Estelle ha deciso di guardare fuori dalla finestra di casa. Nonostante l’educazione improntata a valori tradizionali, la ragazza ha scelto di stare dalla parte giusta: quella della sua coscienza, abbracciando le battaglie per i diritti civili, l’ecologia e la giustizia sociale.  Non è stata una ribellione adolescenziale fine a sé stessa: «Scegliere da che parte stare non significa rinnegare chi ti ha cresciuto», ci ha confidato ieri durante la nostra lunga chiacchierata davanti a una bevanda calda, «ma significa riconoscere che il futuro non può essere scritto con le vecchie regole». Mentre il sindaco Aieta “pensava a voce alta” anche al suo essere padre e che aveva di fronte una ragazza più piccola d’età dei suoi figli, Estelle, in un francese colto e raffinato, ci faceva comprendere che vivere sotto lo stesso tetto con chi difende posizioni politiche opposte aveva forgiato il suo carattere. Le discussioni in famiglia sono diventate per lei palestre di dialogo aperto, dove ha imparato a difendere le proprie idee con garbo ma senza arretrare di un millimetro.

Una storia esemplare

La sua storia è oggi il simbolo di una generazione di giovani europei che non hanno paura di strappare il velo delle tradizioni familiari per inseguire un ideale di società più giusta, inclusiva e sostenibile. Oggi Estelle è una voce tra tante, ma il suo coraggio di dire “io non la penso così” proprio a chi le ha dato la vita, rappresenta il primo, fondamentale atto politico di una giovane donna che ha deciso di essere padrona del proprio destino. Accogliere a Cetraro i componenti della Flotilla, che con il coraggio delle loro idee affrontano pacificamente l’esercito israeliano, uno dei più potenti e spietati al mondo che non si ferma neanche davanti al viso inerme dei bambini di Gaza, è per tutti noi calabresi un segno di speranza e per la comunità di Cetraro un gesto concreto di educazione civica e impegno per la pace nel mondo.


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