«Revoca immotivata dell’avviso sui Parchi culturali, chiarire subito e tutelare i territori»
Bruno presenta un’interrogazione in Consiglio regionale

CATANZARO Fare piena luce sull’annullamento dell’avviso “Parchi Culturali Calabresi” e sulle conseguenze per enti locali e operatori coinvolti. È questo l’obiettivo dell’interrogazione a risposta scritta depositata questa mattina dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente. L’atto nasce dalla revoca, disposta con decreto dirigenziale del marzo 2026, del bando finanziato con risorse FSC 2021-2027, che puntava alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale e al rafforzamento delle filiere creative attraverso progetti territoriali dedicati ai “Parchi Culturali Calabresi”. Una misura attesa e partecipata, sulla quale per mesi Comuni, professionisti e istituzioni culturali avevano investito tempo, competenze e risorse progettuali. «Siamo di fronte – afferma Bruno – a una decisione che presenta elementi di forte criticità. Le motivazioni addotte per la revoca appaiono generiche e prive della necessaria chiarezza, mentre viene completamente disatteso il lavoro portato avanti per oltre un anno dai territori». Nel mirino del capogruppo anche il riferimento alle cosiddette “criticità applicative”, mai dettagliate, e il mancato ricorso a soluzioni alternative meno impattanti, come la modifica o la sospensione dell’avviso. «Non si comprende – prosegue Bruno – perché si sia scelto l’azzeramento totale del procedimento, senza salvaguardare almeno in parte le progettualità già elaborate». L’interrogazione solleva inoltre dubbi sul ruolo della “Cabina delle Visioni Culturali”, indicata come elemento centrale del nuovo indirizzo strategico regionale. «Chiediamo di sapere quale sia il reale perimetro operativo di questo organismo e se vi sia una correlazione diretta con la revoca dei progetti. Anche perché – evidenzia Bruno – la Cabina era stata istituita mesi prima, senza che nel frattempo si intervenisse sul bando, lasciando gli enti in una situazione di incertezza». Altro punto centrale riguarda la trasparenza delle nomine e il numero dei soggetti coinvolti nel procedimento revocato, oltre alla stima delle risorse impiegate. «È necessario capire quanti Comuni e operatori abbiano partecipato e quale sia stato l’investimento complessivo, perché non si può cancellare tutto senza assumersi la responsabilità delle ricadute». Con l’interrogazione, Bruno chiede inoltre chiarimenti sui tempi e sui contenuti del nuovo strumento di programmazione annunciato dalla Regione, sull’eventuale esistenza di un cronoprogramma e sulle modalità con cui si intende valorizzare il lavoro già svolto. Infine, un passaggio riguarda il rischio di perdita delle risorse: «Vogliamo sapere quali effetti questa scelta produrrà sull’utilizzo dei fondi FSC 2021-2027 e se esiste il pericolo concreto di disimpegno. Sarebbe un danno gravissimo per il sistema culturale calabrese». «Serve trasparenza – conclude Bruno – ma soprattutto rispetto per i territori, per gli enti locali e per tutti quei soggetti che hanno creduto in un percorso che oggi viene interrotto senza spiegazioni adeguate. La Regione deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e fornire risposte chiare e puntuali».
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