’Ndrangheta, dalla curva Nord a Soriano: l’ex ultrà Marco Ferdico nei radar della Dda di Catanzaro già dal 2020
Il suo nome finisce sui taccuini degli inquirenti calabresi dopo i primi contatti con gli Idà-Emanuele e lo scambio di visite tra il Vibonese e la Brianza

VIBO VALENTIA Aveva già due Direzioni distrettuali antimafia sulle sue tracce quando, la domenica, guidava i cori della curva Nord interista. Per il resto della settimana, invece, Procura di Milano e Dda di Catanzaro ne monitoravano spostamenti, contatti e conversazioni. Così Marco Ferdico (cl. ’85) di Vimercate ed ex capo ultrà dell’Inter, è finito al centro di un doppio fronte investigativo che negli anni lo ha incrociato prima nell’inchiesta sul tifo organizzato, poi in quella sull’omicidio di Vittorio Boiocchi e infine, secondo gli inquirenti calabresi, nei rapporti con la ‘ndrina Emanuele-Idà attiva nelle Preserre vibonesi. Un profilo già noto alle forze dell’ordine: nell’aprile del 2016, infatti, era rimasto coinvolto in un’indagine sul traffico di droga durante la quale erano stati sequestrati 15 chili di hashish e 12 di cocaina.
I primi dialoghi nel 2020
Il nome di Marco Ferdico finisce sui taccuini della Dda di Catanzaro già nel 2020. È la sera del 17 settembre, infatti, quando l’ex capo ultrà dell’Inter riceve una telefonata da un’utenza monitorata: quella di Michele Idà (cl. ’97). Ferdico, scrivono gli inquirenti, in quel periodo si trovava in Calabria e, con Idà, avrebbero concordato un appuntamento in un posto conosciuto da entrambi, senza fornire al telefono altri dettagli. «(…) Marco dove sei? Io sto venendo a Soriano», «(…) e io sono qua… dove ci mettiamo di solito, camminando sul vialoncello che digerisco un po’… che ho mangiato assai…». E si danno appuntamento di lì a breve. Gli incontri tra il 29enne e l’ex ultrà dell’Inter proseguiranno anche nei giorni successivi, sempre previo contatto telefonico: il 18 settembre – quindi il giorno dopo – in piazza a Soriano, e poi il 21 settembre. «Dove siete Marco?» «Per strada frate’… noi abbiamo già tutte le valigie per andare ad allenarci… le borse…». Da lì a poco gli agenti della Squadra Mobile di Vibo noteranno davanti ad una nota palestra dialogare Sasha Fortuna, Michele Idà e Marco Ferdico.
Presenza costante in Calabria
Non si tratterebbe, per la procura antimafia, di contatti sporadici. Nelle carte viene ricostruita una presenza frequente di Ferdico in Calabria e, soprattutto, un rapporto stabile con esponenti del gruppo delle Preserre. A spiegare quel legame, sempre secondo la Dda, c’è anche il suo matrimonio con la figlia di Pietro Andrea Simoncini, ritenuto dagli investigatori «soggetto d’interesse nell’area delle Serre e cugino di Domenico Tassone, indicato come appartenente alla famiglia Idà-Emanuele». Un altro elemento valorizzato dagli inquirenti riguarda la Fiat 500 intestata a Ferdico. Secondo la Dda, l’auto sarebbe stata prestata agli altri associati «al fine di eludere eventuali investigazioni a loro carico» quando si trovavano al Nord. Non a caso, nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2020, durante un controllo in un hotel di Cesano Maderno, la polizia individua Marco Idà e Filippo Mazzotta e, nel garage interno, proprio la Fiat 500 riconducibile a Ferdico. Da quel riscontro scatterà anche l’installazione di un gps sull’auto. Le intercettazioni telefoniche vengono eseguite dal 20 ottobre 2020 al 7 gennaio 2021, mentre quelle veicolari dall’11 novembre al 2 dicembre 2020.
«Vuoi erba ragazzo?»
Nell’autunno 2020 le intercettazioni della pg, effettuate su delega della Dda di Catanzaro sull’utenza di Ferdico, ha consentito di acquisire una serie di elementi che lo inquadrano a pieno titolo come intraneo agli appartenenti alla ‘ndrina Emanuele-Idà. L’11 novembre 2020, in un’intercettazione ambientale captata a bordo della Fiat 500 nei pressi del centro commerciale Kennedy di Brugherio, Ferdico viene registrato mentre propone direttamente droga a due uomini non identificati. «Vuoi erba ragazzo?», dice. E ancora: «C’è il prezzo… 41, 42», «se mi dai una mano a smaltire…». Per gli investigatori è un ulteriore riscontro della gestione di una piazza di spaccio in Lombardia. Anche un’altra conversazione in auto, con un uomo indicato come Mauro, viene letta nella stessa chiave. «Ci fa lavorare?» chiede l’interlocutore. «Sì, sì, sì… perché non la vendono… Mauro non storie di fiori…», replica Ferdico. Poi, il 2 dicembre 2020, mentre si dirige in Francia, subisce un incidente stradale che danneggia gravemente l’auto e provoca la chiusura anticipata dell’attività tecnica veicolare.
I primi risultati prima di SkyECC
Ma, per la Dda, il materiale già raccolto e soprattutto le chat criptate restano sufficienti a collocarlo nel cuore del traffico e inquadrarlo nel contesto criminale riconducibile alla famiglia Idà-Emanuele, con un ruolo nella cessione di sostanza stupefacente sul territorio milanese. Un quadro che, per la Dda di Catanzaro, trovava riscontro nei contatti frequenti con esponenti del gruppo, nella sua presenza in Calabria e negli ulteriori accertamenti investigativi sviluppati tra il Vibonese e la Lombardia. E soprattutto nelle chat criptate SkyECC. (g.curcio@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato