Caro carburante, remi in barca per i pescherecci ormeggiati nel porto di Corigliano mentre a «Bruxelles dormono»
La protesta riguarda anche i pescatori di Cariati e Cirò. L’affondo del vicepremier: «La Commissione europea sospenda i vincoli del Patto di Stabilità»

CORIGLIANO ROSSANO Remi in barca e mezzi fermi. La pesca è sospesa nel porto di Corigliano-Rossano, nella frazione di Schiavonea, per la protesta dei pescatori del litorale ionico a causa del caro carburante e dell’incertezza dell’attività per il futuro. I pescherecci sono tutti ormeggiati nel porto di Corigliano e le reti sono in barca. La protesta, fanno sapere i pescatori, andrà avanti fino a quando non ci saranno risposte certe da parte delle istituzioni che permettano di riprendere a lavorare con costi sostenibili. «I pescatori – ha detto l’ex senatrice Rosa Silvana Abate, portavoce dei pescatori – hanno fermato i pescherecci perché l’altissimo costo del carburante non permette loro di recuperare le spese, addirittura neppure quelle del carburante stesso. Ieri c’è stato un incontro con tutti i pescatori e allo stesso tempo abbiamo interessato del problema sia il sindaco della città, Flavio Stasi che i rappresentanti della Regione. I pescatori chiedono, inoltre, garanzie al governo centrale affinché possa farsi portavoce in commissione europea ottenendo misure sul caro carburante. La protesta riguarda anche i pescatori di Cariati e Cirò, con i quali siamo in sinergia». Sul caro carburanti si registra anche la protesta delle marinerie siciliane e calabresi: l’ipotesi sul tavolo è di un blocco dello Stretto di Messina.
La denuncia del Codacons
Sul costo del gasolio è intervenuto anche il Codacons. «Il prezzo medio del gasolio è sceso a 2,1 euro al litro, con un ribasso del -3,7%. Per la benzina la riduzione è ancora più contenuta, e si attesta al -1,9%. Le quotazioni del petrolio, tuttavia, hanno registrato una discesa molto più sostenuta, passando dai circa 110 dollari al barile del 7 aprile agli attuali 95 dollari, con un deprezzamento del -13,6% che non si è ancora trasferito ai listini nei distributori e costa milioni di euro al giorno agli automobilisti». Sul punto è intervenuto il presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia (Lega), a margine dei lavori della Commissione che si riunirà nuovamente nel pomeriggio di oggi per concludere l’esame del primo decreto legge carburanti. «Sul Dl carburanti bis arriverà un emendamento del Governo che lo rifonde nel Dl fiscale, così si fa un lavoro ordinato», ha sostenuto Garavaglia. Questo Dl passerà all’esame dell’Aula oggi pomeriggio per essere votato domani. Il presidente della Commissione ha precisato inoltre che «tutti gli emendamenti che sono stati proposti sul primo Dl sono stati bocciati ma tecnicamente perché di fatto affronteremo il tema una volte per tutte sull’altro».
Salvini:«A Bruxelles dormono»
Sul caro energia «spero che si sveglino perché a Bruxelles dormono, in questi giorni veramente dormono». Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, interpellato a margine del Salone del Mobile non risparmia un affondo. «L’ho ripetuto questa mattina al Commissario europeo dei Trasporti e ai miei colleghi ministri dei Trasporti – ha spiegato il leader della Lega -, è urgente che la Commissione europea sospenda i vincoli del Patto di Stabilità, i vincoli del Green Deal e ci permetta di aiutare coloro che devono essere aiutati. Altrimenti, se si blocca l’autotrasporto, se non ci permettono di aiutare famiglie e imprese in difficoltà, si blocca l’Italia. E quindi poi – ha concluso Salvini – se chiudono le fabbriche, li mandiamo a mangiare a Bruxelles e a dar lavoro a Bruxelles». (redazione@corrierecal.it)
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