Hydra, le associazioni antimafia al fianco delle vittime del “sistema mafioso lombardo”. «Denunciate, non siete soli»
Il 30 aprile a Milano la seconda udienza del rito ordinario nato dall’inchiesta della Dda. La rete antimafia: «Non lasceremo mai nessuno da solo»

MILANO Non lasciare sole le vittime del “sistema mafioso lombardo” e trasformare la presenza della società civile al processo Hydra in un presidio permanente di legalità. È il messaggio lanciato dalla rete di associazioni antimafia che il 30 aprile sarà nuovamente presente nell’aula bunker di piazza Filangieri, a Milano, per la seconda udienza del processo in rito ordinario nato dall’inchiesta della Dda milanese.
L’operazione Hydra ha svelato, secondo l’impostazione accusatoria, l’esistenza in Lombardia di un’alleanza tra camorra, Cosa nostra e ‘ndrangheta, definita dagli investigatori come un vero e proprio “consorzio” mafioso. Un sistema che avrebbe avuto l’obiettivo di rafforzare la presenza delle tre organizzazioni criminali nelle istituzioni, nei partiti e nell’economia del Nord Italia, puntando ai settori più redditizi: dalle imprese all’edilizia, dal cemento all’ambiente.
Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta, quella triade avrebbe operato attraverso estorsioni, minacce e violenze, imponendo un clima di paura nei confronti di cittadini e imprenditori. Alcune vittime hanno denunciato e saranno chiamate a testimoniare nel corso del processo. Altre, invece, sarebbero rimaste in silenzio per il timore di possibili ritorsioni nei loro confronti o contro le proprie famiglie.
L’iniziativa
È proprio a loro che si rivolge l’appello delle associazioni antimafia, già presenti alla prima udienza del 19 marzo con un presidio di oltre cinquanta persone fuori dall’aula bunker. «Vogliamo infrangere quel muro d’omertà», affermano, rivendicando il ruolo della cittadinanza attiva come argine alla penetrazione mafiosa nel tessuto sociale ed economico lombardo.
La rete antimafia annuncia che continuerà a seguire le udienze del processo Hydra e a promuovere iniziative pubbliche, incontri formativi nelle scuole e momenti di confronto con i cittadini. Nei giorni precedenti alla prima udienza era stato anche distribuito un volantino con un Qr Code per seguire gli aggiornamenti sul procedimento. «Siamo la cittadinanza attiva che organizza l’antimafia, forma anticorpi sociali, risveglia le coscienze e rende consapevoli i cittadini», scrivono le associazioni, sottolineando come anche la presenza costante della società civile in aula bunker rappresenti una notizia da non ignorare. L’obiettivo dichiarato è restare al fianco di chi ha scelto di denunciare e di chi ha subito minacce, estorsioni o violenze riconducibili al presunto sistema mafioso emerso dall’inchiesta.
I numeri a disposizione
Per questo vengono indicati due canali di supporto: lo Sportello solidale antimafia Davide Salluzzo, attivo al numero 3481145763, e Linea Libera, servizio telefonico gratuito e riservato raggiungibile al numero 800.582727. Quest’ultimo è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 19. Lo sportello antimafia, gestito dall’associazione “Una casa anche per te” insieme al Piano di zona di Corsico e ad Avviso Pubblico, offre accompagnamento e sostegno alle vittime di usura, estorsione o reati collegati, oltre che ai testimoni di giustizia. Linea Libera, invece, si rivolge anche a chi ha assistito a episodi opachi sul luogo di lavoro, a vittime di corruzione, usura ed estorsione e a testimoni che intendono denunciare reati di matrice mafiosa.
«Non lasceremo mai nessuno da solo», ribadiscono le associazioni. Perché, spiegano, la mafia si affronta anche organizzando l’antimafia e costruendo reti di protezione attorno a chi decide di rompere il silenzio.
La rete
Tra le realtà aderenti figurano, tra le altre, Libera Milano, il presidio Lea Garofalo, Libera Masseria, Una casa anche per te, la Scuola di formazione Antonino Caponnetto, Legambiente Lombardia, Arci Milano, Cgil Lombardia, Spi-Cgil Lombardia, Rete Antimafia Martesana, Udu Milano, Rete della Conoscenza e diverse associazioni civiche e territoriali lombarde.