Reggio fa squadra, nasce la filiera della meccanica metropolitana
Trenta imprese coinvolte e un obiettivo chiaro, trasformare innovazione e competenze in sviluppo concreto

REGGIO CALABRIA Fare sistema per trasformare competenze, innovazione e industria in sviluppo. È questo il filo conduttore di “Meccanica Metropolitana: qualificazione e sinergie per lo sviluppo della filiera”, l’iniziativa ospitata nello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria e promossa dalla Camera di Commercio in collaborazione con Hitachi Rail STS Spa, che ha acceso i riflettori su un modello di crescita fondato su rete d’impresa, manifattura avanzata e valorizzazione del territorio.
Un confronto tra istituzioni, imprese e mondo produttivo che ha messo al centro non solo i risultati raggiunti – con 30 aziende coinvolte e sei già entrate nella filiera come fornitori ufficiali – ma soprattutto una visione industriale che guarda al futuro della Calabria.
Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Mario Meliadò, è stato il presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana, che ha richiamato il senso del progetto e la sua funzione strategica: «Un progetto importante che la Camera di Commercio sta portando avanti per dialogare con le aziende e fare rete», ha dichiarato. Tramontana ha poi sottolineato la dimensione di lungo periodo dell’iniziativa «Questo progetto va al di là dell’occupazione, vuole confermare le relazioni che la Camera di Commercio deve avere sul territorio, relazioni virtuose basate su fondamentali tecnologici. Siamo solo all’inizio. Le sette aziende selezionate in circa due anni di lavoro sono un buon risultato, ma devono essere un punto di partenza».


Hitachi Rail
Subito dopo è intervenuto Luca D’Aquila, Chief Operating Officer di Hitachi Rail, che ha illustrato il percorso di costruzione della filiera e il lavoro svolto con le imprese del territorio: «Oggi presentiamo un progetto di filiera che nasce da più di due anni di lavoro con la Camera di Commercio per la costruzione della filiera della meccanica metropolitana. L’istituzione è andata sui territori a incontrare gli imprenditori, a sostenerli e a valutarne le competenze, accompagnandoli anche nei percorsi di digitalizzazione e innovazione delle loro aziende. Oggi fanno parte del progetto circa 30 aziende del territorio metropolitano e già sei di loro sono diventate fornitori ufficiali di Hitachi, un risultato importante che condividiamo con le istituzioni. È stato anche un processo di aggregazione tra imprese: le aziende hanno iniziato a dialogare tra loro, diventando partner strategici l’una dell’altra, costruendo un sistema in cui clienti e fornitori crescono insieme. È un risultato importantissimo per il territorio di Reggio».
Battaglia: «Le imprese crescono facendo squadra»
Il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria Mimmo Battaglia ha sottolineato il valore della collaborazione tra imprese e istituzioni: «Le imprese reggine dimostrano con questa esperienza che facendo squadra si cresce», ha affermato. Battaglia ha evidenziato il ruolo strategico di Hitachi nel territorio: «Hitachi dà l’opportunità alle imprese reggine di aprirsi all’esterno e di collaborare con grandi player. È una realtà solidissima che guarda al futuro con grandi prospettive». E sul valore dell’indotto industriale: «Reggio ha salvato un importante indotto occupazionale. Vedere i treni Hitachi che circolano in Italia è un vanto per tutti noi». Infine ha ricordato un intervento strategico in corso: «Stiamo lavorando a un parco fotovoltaico che coprirà circa il 70% del fabbisogno dello stabilimento, con ricadute importanti per la città».

Occhiuto: «Un modello che funziona e va replicato»
Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha definito il progetto un esempio concreto di sviluppo industriale: «La presenza di Hitachi può generare una filiera industriale utile. Il fatto che 30 imprese stiano lavorando in questa direzione e che sette siano già fornitrici è molto positivo». E ancora: «Quando si attraggono investimenti si generano filiere. L’auspicio è che questo modello possa essere replicato altrove in Calabria. Su Gioia Tauro stiamo investendo molto sull’intermodalità, avrete qualche novità nelle prossime settimane, spero, perché l’idea è quella di potenziare il traffico sul treno che parte e arriva alla stazione di San Ferdinando per generare delle lavorazioni nell’area retroportuale perché altrimenti questo porto, che è il primo d’Italia, ed è uno dei maggiori del mezzogiorno per transhipment, rischia di essere un porto che continua a dare alla Calabria zero euro. Questo non è giusto perché invece questo asset logistico deve essere utilizzato dalle imprese calabresi e dalla Calabria per generare ricchezza».
Il Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, ha definito l’esperienza un modello virtuoso: «Mettere insieme capacità manifatturiera e giovani competenze è fondamentale. È fondamentale sviluppare competenze e capacità in grado di produrre componenti meccanici all’altezza delle esigenze della nuova tecnologia. Da un lato abbiamo un serbatoio importante di giovani competenze, anche grazie al sistema universitario; dall’altro la capacità manifatturiera già presente. Mettere insieme queste due dimensioni e proiettarle verso l’esterno rappresenta un esempio non solo per la Calabria, ma per tutto il Mezzogiorno e, più in generale, per l’intero Paese. Si tratta di un’eccellenza che va sostenuta e sviluppata. Questo è un esempio non solo per la Calabria ma per tutto il Sud e per il resto dell’Italia». E sugli investimenti esteri: «Gli investimenti esteri devono servire a migliorare il territorio e valorizzare le competenze italiane, non a depauperarle». (redazione@corrierecal.it)
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