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il ricordo

Quell’esordio di Beccalossi a Catanzaro: il tunnel a Maldera, la minaccia e la prima scintilla del genio

Serie B, 8 aprile 1973: il debutto ad appena 16 anni contro i giallorossi tra falli, battute e un duello da cui è nata una carriera unica

Pubblicato il: 06/05/2026 – 15:29
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Quell’esordio di Beccalossi a Catanzaro: il tunnel a Maldera, la minaccia e la prima scintilla del genio

Evaristo Beccalossi si è spento oggi a 69 anni, chiudendo una parabola calcistica che, più che una semplice carriera, è stata un modo diverso di interpretare il talento e il gioco. Per molti tifosi dell’Inter è stato il genio imprevedibile degli anni Ottanta, per il calcio italiano, uno di quei numeri 10 capaci di dividere ma anche di lasciare un segno riconoscibile, irripetibile.
Ma la sua storia professionale nasce molto prima della consacrazione in nerazzurro. E nasce lontano da San Siro, in una trasferta di primavera in Calabria, allo stadio “Militare” di Catanzaro.
L’esordio tra i professionisti di Evaristo Beccalossi arriva infatti con la maglia del Brescia in Serie B, l’8 aprile 1973, nella partita esterna contro il Catanzaro.
Beccalossi non aveva ancora compiuto 17 anni e indossava la maglia numero 9 in una squadra guidata da Renato Gei. Era un calcio diverso, più duro e diretto, e quell’ingresso anticipato nel professionismo fu, come lui stesso avrebbe raccontato, una vera e propria “iniziazione”.
Il risultato finale fu 2-0 per il Catanzaro, con le reti di Spelta e Braca. Ma il punteggio, in quella giornata, passò in secondo piano rispetto all’impatto emotivo e simbolico dell’esordio del giovane fantasista.

Maldera, il primo duello e la minaccia

Tra i passaggi più ricordati di quella partita c’è il confronto con Gino Maldera (206 presenze in 7 anni con la maglia giallorossa). Il giovane Beccalossi si trovò subito di fronte a un difensore esperto e ruvido, in un calcio che non concedeva molto ai talenti in formazione.
Secondo il racconto dello stesso Beccalossi, ripreso in più interviste e in particolare in una conversazione del 2016 con Vanni Zagnoli, dopo un dribbling subito dal calciatore del Catanzaro proprio dal “piccolo” Beccalossi al primo pallone toccato, il maggiore dei fratelli Maldera avrebbe reagito con una frase diventata quasi leggendaria nello spogliatoio e nella memoria di quell’esordio: una minaccia scherzosa ma eloquente: «… mi aspettò al primo calcio d’angolo: “Non riprovarci disse, perché altrimenti ti spedisco a calci fino a Soverato…”.Un episodio che Beccalossi ha sempre ricordato con ironia, come il simbolo di un impatto brutale ma formativo con il calcio dei grandi.

Dall’esordio alla consacrazione

Quella partita al “Militare” di Catanzaro fu, nelle sue parole, l’inizio vero della sua avventura tra i professionisti. Da lì il percorso lo avrebbe portato a diventare uno dei talenti più riconoscibili del calcio italiano, fino all’approdo all’Inter, dove avrebbe vissuto gli anni della consacrazione e della notorietà nazionale. Il suo calcio, fatto di intuizioni improvvise, giocate fuori dagli schemi e una visione non convenzionale del gioco, lo rese un profilo unico, spesso difficile da incasellare ma proprio per questo ricordato con affetto e nostalgia.

Il ritorno in Calabria e il legame mai interrotto

Negli anni successivi Beccalossi è tornato più volte in Calabria, da avversario e poi in una veste diversa, legata ai progetti federali. Negli ultimi tempi ha ricoperto anche il ruolo di capodelegazione dell’Under 20, mantenendo un legame costante con i luoghi del suo primo calcio. Quel filo con la Calabria, e in particolare con Catanzaro non si è mai spezzato. Anzi, si è trasformato in un ritorno simbolico: il luogo dell’esordio come punto di partenza di una storia che avrebbe attraversato il calcio italiano.

Catanzaro 2023: il ritorno al “Ceravolo” e le parole della memoria

Beccalossi a Catanzaro nel 2023

Nel 2023 Beccalossi è tornato ancora una volta a Catanzaro, alla vigilia di Italia-Polonia, gara d’esordio casalingo della Nazionale Under 20 nell’Elite League. L’evento si è svolto allo stadio Nicola Ceravolo, con una grande partecipazione di pubblico, scuole calcio e studenti. In quell’occasione, durante la conferenza stampa nella sede del Comitato Regionale Calabria, erano presenti tra gli altri il presidente del Catanzaro Floriano Noto e lo stesso Beccalossi. Le sue parole, cariche di memoria personale, hanno restituito il senso circolare della sua carriera: «Il mio percorso è iniziato proprio qui, con la prima partita in Serie B. Sono felice di tornare come è felice la squadra, che percepisce l’entusiasmo della piazza e che vuole regalare grandi emozioni al pubblico del Ceravolo». (f.v.)

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