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Appello “Open Gates”, conclusa la requisitoria. Il pm chiede 20 anni per due imputati

Il carcere di Catanzaro si sarebbe trasformato in un «hotel». All’interno sarebbe stato scoperto un traffico di droga e smartphone

Pubblicato il: 21/05/2026 – 15:50
di Fabio Benincasa
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Appello “Open Gates”, conclusa la requisitoria. Il pm chiede 20 anni per due imputati

CATANZARO La revisione di due condanne e la conferma delle pene decise il 25 giugno 2025, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. E’ quanto richiesto, al termine della requisitoria conclusasi questa mattina, dal pm della Dda di Catanzaro nel processo d’appello che vede alla sbarra alcuni degli imputati coinvolti nell’operazione denominata “Open Gates”. Nel corso delle indagini erano emerse diverse falle nel sistema di gestione del carcere di Catanzaro, tanto da essere definito un «hotel» per i detenuti. Tra i reati contestati concorso esterno in associazione a delinquere, falsità ideologica e corruzione.
Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Gianluca Acciardi, Antonio Quintieri, Vincenzo Vitello, Renato D’Antuono, Paolo Pisani, Alessandro Diddi, Riccardo Maria Panno, Massimiliano Carnovale, Attilio Matacera, Liberata Donato, Giuseppe Belcastro, Arturo Bova, Domenico Bove, Alberto Carlo Mari, Danilo Iannello.

Le richieste in appello

Il pm ha chiesto la conferma delle condanne decise in primo grado e la revisione della pena in relazione alle posizioni di Giada Pino (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Marica Capparelli) e Maurizio Corasaniti. La donna era stata condannata, in primo grado, a 4 anni di reclusione a fronte di una iniziale richiesta di 20 anni. La medesima pena è stata nuovamente invocata dalla procura, che ritiene l’imputata promotrice di una presunta associazione dedita al traffico di droga. Reiterata la richiesta di pena a 20 anni di reclusione anche per Maurizio Corasaniti: l’imputato in primo grado era stato condannato a 8 anni e 2 mesi.
Il pubblico ministero ha chiesto la conferma delle condanne in primo grado inflitte a: Michael Stephen Castorina 2 anni e 6 mesi, Domenico Catalano 8 mesi, Domenico Cicero 2 anni, Riccardo Gaglianase 20 anni, Sandra Santino 1 anni e 4 mesi, Francesco Soliberto 1 anno e 6 mesi, Francesco Viapiana 7 anni e 9 mesi e Salvatore Zinno 10 mesi. Le discussioni del collegio difensivo inizieranno il prossimo 14 luglio.

L’inchiesta

La Distrettuale Antimafia ritiene di aver svelato un traffico di droga e l’ingresso di cellulari nel carcere di Catanzaro. Un quadro ritenuto, dagli investigatori, particolarmente inquietante perché è avvenuto all’interno di un istituto penitenziario. Il blitz aveva portato all’arresto di 26 persone, 16 in carcere e 10 ai domiciliari, oltre a 5 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e 7 sospensioni dall’esercizio delle funzioni. L’allora procuratore facente funzioni della Dda, Vincenzo Capomolla (oggi procuratore capo a Cosenza) aveva parlato di un’organizzazione formata anche da persone non detenute che teneva sotto contro parenti e agenti. «Il sistema penitenziario – aveva spiegato Capomolla – ha al suo interno strumenti per assicurare il rispetto delle regole e questo ci rassicura». (f.benincasa@corrierecal.it)

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