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verso le amministrative

Reggio “partita” nazionale, Crotone laboratorio e altre sfide di peso. La politica calabrese “sotto esame”

Il voto di domenica e lunedì ha una indubbia importanza sia per il centrodestra sia per il centrosinistra. Ecco perché

Pubblicato il: 22/05/2026 – 12:17
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Reggio “partita” nazionale, Crotone laboratorio e altre sfide di peso. La politica calabrese “sotto esame”

LAMEZIA TERME Ultimi “colpi di coda”, poi il silenzio e quindi il voto. Meno di un quarto della Calabria si prepara alle elezioni amministrative in programma domenica e lunedì: alle urne 79 Comuni, quelli sopra i 15mila abitanti – e quindi con possibile ballottaggio tra due settimane – sono cinque, tra cui due capoluoghi di provincia – Reggio e Crotone. In un contesto caratterizzato – com’è naturale, ovviamente – da tantissimo civismo, spesso anche trasversale, con pezzi di centrodestra e pezzi di centrosinistra alleati nel segno degli interessi localistici, queste elezioni sono comunque un test per la politica calabrese, sia pure parziale. Ecco perché.

Il test politico: Reggio partita nazionale

Per il centrodestra calabrese, che governa la Regione, c’è l’obiettivo-imperativo di iniziare a invertire il trend che vede lo schieramento al momento escluso dalla guida delle città capoluogo. I riflettori sono ovviamente puntati su Reggio Calabria, che è una delle città metropolitane d’Italia e rappresenta un match di indubbia valenza nazionale, anche per gli altri protagonisti che sono – direttamente o indirettamente – coinvolti in e da questa tornata elettorale. Il centrodestra schiera come candidato sindaco il segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro, macchina da guerra sul piano elettorale, tra l’altro fresco di riconferma alla guida regionale dei forzisti grazie al “patto di ferro” con il leader nazionale azzurro e governatore della Calabria, Roberto Occhiuto: sullo sfondo le dinamiche che stanno interessando Forza Italia a Roma, con la spinta al rinnovamento voluta dalla famiglia Berlusconi e la leadership di Antonio Tajani insidiata da diversi big, Occhiuto compreso (al di là delle smentite di prammatica). Da segnalare il ritorno al centro della scena politica, in qualità quasi di “padre nobile” del centrodestra in riva allo Stretto, di Peppe Scopelliti, oggi indicato dagli analisti in “orbita” Lega. Da segnalare anche il sostegno a Cannizzaro da parte dei calendiani di Azione: anche questo può essere un dato indicativo. Dall’altro lato il centrosinistra schiera un nome “forte” del Pd, Mimmo Battaglia, già capogruppo dem alla Regione alcuni anni fa nella legislatura Oliverio: la sfida reggina è un “esame” anche per due big del Pd, il segretario calabrese Nicola Irto e l’ex sindaco Peppe Falcomatà.

Le altre sfide di livello

Centrodestra e centrosinistra comunque si “giocano” molto anche su altre piazze. Come Crotone, che vede in lizza un vero e proprio “laboratorio”, con il centrodestra che si è alla fine saldato sull’appoggio a Vincenzo Voce, sindaco uscente con un passato “para-grillino” e civico al massimo ma negli ultimi mesi “cooptato da Forza Italia” con il sigillo di Occhiuto e Cannizzaro: il campo largo tenta una sfida difficile con un candidato di estrazione civica, Giuseppe Trocino, voluto soprattutto dal Pd. Ma altri Comuni saranno importanti per le due coalizioni: a esempio, il centrodestra dovrà confermarsi a San Giovanni in Fiore, “feudo” di Rosaria Succurro, Castrolibero, “feudo” di Orlandino Greco, Taurianova, “feudo” di Roy Biasi; il centrosinistra invece dovrà confermarsi a Palmi, “feudo” di Giuseppe Ranuccio, e Castrovillari. Per chi non riesce nella riconferma alla fine sarà una sconfitta, inevitabilmente. E poi qualche “caso” particolare, come quello di Tropea, che torna al voto dopo il commissariamento per lo scioglimento – il secondo – per infiltrazioni mafiose: in campo come candidati sindaci i due ex primi cittadini che all’epoca “caddero” per la decisione governativa.

La “disparità” di genere

Lunedì sera comunque si conteranno vincitori e vinti. Intanto, però, già prima del voto, va registrata una sconfitta della politica calabrese, quella rappresentata dall’esigua, quasi impalpabile presenza delle donne, nel senso che le candidate sindaco davvero sono una percentuale irrisoria rispetto al totale (a occhio, una ventina in tutto, con una proporzione di una candidata sindaco ogni 10 di genere maschile). Non è un gran bel segnale, questo che arriva dalla Calabria. (a. cant.)

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