«Marina Berlusconi in campo? Me lo auguro ma non credo lo farà. No a Vannacci nella nostra coalizione»
Il presidente della Regione e leader di Forza Italia parla di diversi temi al centro dell’agenda politica

CATANZARO «Io credo che il centrodestra debba candidarsi non solo per vincere — o rivincere — le elezioni, ma soprattutto per governare questo Paese. Vannacci è stato costretto ad andare via dalla Lega, che certamente non è il partito più moderato del centrodestra. Evidentemente, quindi, le sue idee non avevano cittadinanza nemmeno all’interno della Lega. E allora mi chiedo come si possa pensare di governare il Paese con idee come quelle di Vannacci. Per questo ritengo che il centrodestra non debba cedere alla tentazione di cercare scorciatoie per vincere, perché poi il Paese bisogna governarlo». Lo ha detto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ospite di “Tagadà” su La7.
«No a Vannacci in coalizione»
Secondo Occhiuto «il centrodestra, nella sua conformazione tradizionale, ha sempre funzionato: non si è mai diviso, è sempre rimasto unito. Ha vinto perché da trent’anni mantiene la stessa conformazione, con Forza Italia, una destra moderata e la Lega. Inseguire Vannacci, secondo me, fa male al centrodestra e soprattutto fa male al Paese. Certo, lui ha fatto un’operazione politica indubbiamente intelligente. Io sono tra quelli che pensano che Vannacci abbia ancora margini di crescita in termini di consenso. Saranno Giorgia Meloni, Tajani e Salvini a valutare cosa fare. Personalmente, però, io non lo prenderei in coalizione, perché una forza politica come il centrodestra deve candidarsi a governare il Paese ed essere unita anche dopo le elezioni. Non basta vincere: non bisogna scegliere scorciatoie pur di ottenere il successo elettorale. Anche perché – ha sostenuto il governatore calabrese – competiamo con un centrosinistra che ha una leadership radicale come non l’avevamo mai vista in passato, quindi oggi il centrodestra dovrebbe rafforzarsi nella sua componente più riformista e liberale perché ci sono molti elettori di centrosinistra che non si sentono rappresentati da Schlein e che potrebbero votare Forza Italia, sostenendo così una coalizione che metta al centro la necessità di riformare il Paese e di difendere maggiormente la libertà dei cittadini».
La “difesa” di Marina Berlusconi
A “Tagadà” viene riproposto un video nel quale Vannacci dice: “Ma chi è Marina Berlusconi? A che titolo parla? Io non rispondo a chi non fa politica”. Secondo Occhiuto invece «Marina Berlusconi ha titolo a parlare sempre ovviamente, come ciascuno di noi, ma soprattutto perché porta un nome — Berlusconi — che ancora oggi continua a far discutere. Marina Berlusconi riesce a far parlare di sé anche quando non parla, e quasi mai parla. Non vorrei deludere Vannacci: io qualche volta ho parlato con Marina Berlusconi, mi ha parlato di Trump, di Milei, di altri leader della destra mondiale, ma non ricordo che mi abbia mai parlato di Vannacci. Non penso che sia in cima ai suoi pensieri». Alla domanda “se Marina Berlusconi scenderà in campo?”, Occhiuto ha risposto così: «Io me lo augurerei, pensi a come sarebbe importante per Forza Italia e per il centrodestra, perché rappresenta un pensiero più libero e più liberale, di cui il centrodestra ha bisogno per restare moderno e guardare al futuro. Però sono sicuro che non scenderà in campo, perché il suo mestiere è un altro e credo voglia continuare a fare il lavoro che svolge con grande profitto, guidando il primo gruppo editoriale italiano. E anche in questo caso — ha sostenuto il presidente della Regione Calabria — riesce comunque a far parlare tutti di sé. Credo persino che avrebbe pubblicato anche un libro di Vannacci, se Vannacci glielo avesse chiesto…».

La legge elettorale
«Fa un errore di comunicazione – ha poi detto Occhiuto – chi parla di legge elettorale. La legge elettorale la deve fare il Parlamento perché è necessaria per assicurare stabilità. Sono i dirigenti dei partiti a decidere dove concentrare più attenzione anche nella loro comunicazione. Ad un anno dal voto io credo che il centrodestra debba presentare la sua proposta per rigovernare questo Paese. Ha fatto bene Giorgia Meloni oggi a parlare nell’assemblea di Confindustria della necessità di sburocratizzare il Paese, a firmare un protocollo con gli industriali per permettere alle nostre imprese di non patire troppo il prezzo del caro energia. Ecco queste cose devono concentrare l’attenzione dei dirigenti del centrodestra più della legge elettorale». In merito al dibattito sulle preferenze, Occhiuto ha ricordato che in Forza Italia «ci sono sensibilità diverse. Io, per esempio – ha aggiunto – non farei le barricate se si dovessero mettere le preferenze. Attenzione però, perché generalmente le preferenze non sono un veicolo per portare in Parlamento personale politico di grande qualità. Penso per esempio a tanti pezzi di società civile che con le preferenze non riuscirebbero a far parte del Parlamento. L’Assemblea forse ha bisogno anche di quella qualità che spesso le preferenze non riescono ad assicurare, però non farei una crociata sulle preferenze».
Le Amministrative
Il passaggio iniziale dell’intervista a Occhiuto, ovviamente, ha riguardato le Amministrative di domenica e lunedì: «A Reggio Calabria il centrodestra ha ottenuto un risultato clamoroso con l’elezione di Francesco Cannizzaro dopo dodici anni di governo del centrosinistra e con un consenso vicino al 70%, ma anche a Crotone, altro capoluogo calabrese al voto, dove abbiamo superato il 60%. Questo dimostra che il centrodestra è ancora percepito come una coalizione molto forte. Qualcuno ha parlato di test politico nazionale, ma io credo che il voto amministrativo non sia perfettamente sovrapponibile né al referendum né alle elezioni politiche. Ogni elezione fa storia a sé: i cittadini valutano le leadership locali, i programmi e ciò che è stato fatto nei territori. Devo dire però – ha concluso Occhiuto – che vedevo un centrodestra quasi convinto, anche per effetto di certi commenti, di essere su un piano inclinato. In realtà non è così: queste elezioni dimostrano che in molte realtà, penso anche a Venezia, il centrodestra resta una forza di maggioranza. Dopo il referendum forse in alcune parti della coalizione si stava insinuando un po’ di scoraggiamento. Io invece credo che si debba guardare avanti con più fiducia e speranza, perché non è vero che il centrodestra non sia più maggioranza. A volte, semplicemente, finiamo per crediamo troppo ai giornalisti». (a. cant.)
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