Sambiase, il mondo dentro un luogo
Un viaggio tra società segrete, migrazioni e rivoluzioni: quando una piccola comunità diventa specchio della storia globale

Ci sono libri che raccontano un luogo e libri che, attraverso un luogo, raccontano il mondo. “Sambiase misteriosa: esoterica e rivoluzionaria”, pubblicato da Officine Editoriali di Cleto di Francesco Antonio Fagà appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Pur essendo profondamente radicato nel quartiere di Sambiase, oggi parte integrante di Lamezia Terme, il volume supera immediatamente i confini della storia locale per assumere un respiro nazionale e internazionale. Respiro che appartiene all’autore, viaggiatore per passione e lavoro. Attraverso il filo conduttore dell’esoterismo, della massoneria, delle società segrete e dei movimenti rivoluzionari, Fagà costruisce un’opera che intreccia vicende locali e grandi processi storici, dimostrando come anche una piccola comunità possa essere attraversata dalle correnti più significative del pensiero umano.
Il lettore viene condotto in un viaggio che parte dalle tracce templari, attraversa il Risorgimento, le logge massoniche, le società di mutuo soccorso degli emigrati in America e giunge fino ai giorni nostri. In questo percorso emergono figure di straordinario rilievo come Giovanni Nicotera e Francesco Fiorentino, uomini che seppero lasciare un segno profondo nella storia politica, culturale e civile dell’Italia. Le pagine dedicate a questi personaggi restituiscono la grandezza di intellettuali e patrioti che, pur nati in una realtà periferica, furono protagonisti della costruzione della nazione italiana.
Il libro acquista inoltre una dimensione universale quando richiama figure come Salvador Allende, simbolo dell’impegno civile e della difesa della libertà, o quando ricostruisce i legami tra i sambiasini emigrati e le comunità italiane di Chicago. Sono capitoli che mostrano come la storia di Sambiase non sia mai stata isolata, ma costantemente in dialogo con il mondo.
Ma il vero cuore dell’opera è probabilmente l’amore che l’autore nutre per la propria terra. La filosofia che anima queste pagine è racchiusa nelle sue stesse parole: «Nei miei tanti viaggi nel mondo, ho portato con me sempre la mia identità di italiano, calabrese, lametino e sambiasino; non per spocchia ma perché ostinatamente convinto che offrire in spirito fraterno la propria identità, è il modo più bello, intrigante, mite e pacifico di arricchirsi vicendevolmente». È una dichiarazione che sintetizza perfettamente lo spirito del volume: aprirsi al mondo senza rinunciare alle proprie radici, considerare l’identità non come un muro ma come un ponte.
In questo senso, Fagà compie un’operazione culturale preziosa. Sambiase viene definitivamente sottratta all’immagine riduttiva di realtà marginale o di secondo piano e si rivela invece come un territorio ricco di energie intellettuali, fermenti politici, tradizioni culturali e figure di assoluto valore. La “piccola storia” diventa così uno strumento per comprendere la “grande storia”.
Con uno stile rigoroso ma accessibile, sostenuto da un attento lavoro di ricerca documentale, l’autore restituisce dignità e profondità a una memoria collettiva che rischiava di andare dispersa. E proprio la memoria rappresenta il messaggio più importante di questo libro: conoscere il passato non per nostalgia, ma per comprendere meglio il presente e assumersi la responsabilità del futuro.
Perché, come ricorda José Saramago nella citazione scelta dall’autore e che sembra rappresentare il senso ultimo dell’intera opera:
«Noi siamo la memoria che abbiamo
e la responsabilità che ci assumiamo.
Senza memoria non esistiamo
e senza responsabilità
forse non meritiamo di esistere».