Caporalato, Cgil e Flai alla Regione: «Applicare la legge contro il caporalato e rafforzare i controlli»
I vertici del sindacato e della categoria hanno incontrato a Reggio il presidente Occhiuto e l’assessore Calabrese

REGGIO CALABRIA «La Cgil Calabria con la segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco e la Flai Cgil Calabria con i componenti di Segreteria Bruno Costa e Battista Platì, in seguito al dramma di Amendolara hanno incontrato oggi pomeriggio la VI Commissione in Consiglio regionale e successivamente il presidente Occhiuto e l’assessore al Lavoro Calabrese per un confronto sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in seguito al dramma di Amendolara». Lo riferisce una nota della Cgil calabrese. La Cgil Calabria – prosegue la nota – «ha sintetizzato le richieste da tempo portate avanti dal sindacato. In particolare, è stata chiesta una reale ed efficacia applicazione della legge n. 199 del 2016 contro il caporalato, che ha introdotto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Cgil ha chiesto poi un rafforzamento delle ispezioni e dei controlli sul lavoro agricolo e sugli altri settori dove si verificano forme di sfruttamento e il potenziamento della cosiddetta “Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”, dei centri per l’impiego e degli strumenti pubblici di collocamento per ridurre ed evitare il ricorso ai caporali.
Essenziale per il sindacato che ci siano maggiori tutele per i lavoratori migranti, spesso più esposti a sfruttamento, ricatti abitativi e lavorativi, nonché interventi su trasporti, alloggi e filiere produttive, perché il caporalato non è solo un problema criminale, ma anche economico e organizzativo». Per la Cgil Calabria «inquadrare la vicenda della barbara uccisione dei quattro lavoratori di origine straniera all’interno di un contesto lavorativo di estrema fragilità e di continua violazione della dignità dei lavoratori, nonché di contiguità con la criminalità organizzata, rimane fondamentale. Troppi sono ancora coloro che dietro questa immane tragedia vedono “soltanto una lite tra stranieri”, semplificando e svilendo temi importanti, nonché la dignità e la memoria dei lavoratori uccisi. Riteniamo che la tragedia vada inserita in un sistema più ampio di sfruttamento lavorativo, caporalato, omertà e responsabilità diffuse lungo la filiera agricola. Dietro la drammatica vicenda non ci sarebbe soltanto l’azione di singoli caporali, ma una rete organizzata che gestisce reclutamento, trasporto e impiego dei lavoratori agricoli, un sistema radicato di sfruttamento da smantellare».
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