Furgiuele rompe con la Lega e sceglie Vannacci: «Ritorno a Camelot, non riconosco più il partito»
Il deputato calabrese annuncia l’addio dopo dodici anni: «Troppa amarezza, troppa delusione». Poi l’ingresso in Futuro Nazionale con altri tre parlamentari e l’ex eurodeputato Rinaldi

LAMEZIA TERME «Ritorno a Camelot». Domenico Furgiuele sceglie questo titolo per annunciare pubblicamente il suo addio alla Lega e l’ingresso in Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Una rottura politica maturata dopo dodici anni di militanza nel partito di Matteo Salvini e affidata a un lungo post su Facebook dai toni fortemente identitari. «Ci sono momenti nella vita in cui bisogna avere il coraggio di lasciare ciò che si ama quando non lo si riconosce più. Dopo dodici anni, lascio la Lega», scrive il deputato calabrese. Furgiuele spiega che non si tratta di «una decisione improvvisa», ma di «una scelta meditata, rinviata più volte». Il parlamentare racconta di avere cercato «motivi per restare» sia dentro di sé sia nel confronto con chi, negli ultimi tempi, si sta occupando del partito. «A febbraio decisi di riporre fiducia nelle parole del segretario, a cui va la mia riconoscenza per il percorso fatto, ma nulla è cambiato», aggiunge. Poi lo sfogo: «Ho chiesto alla mia comunità militante di trovare una motivazione, un appiglio per restare, ma nulla. Troppa l’amarezza, troppa la delusione». Furgiuele rivendica il passaggio con Vannacci come una scelta di campo: «Non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta l’idea. Scelgo ancora una volta la trincea. Scelgo ancora una volta il combattimento. Scelgo il generale Roberto Vannacci». Nel post cita anche Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, definiti «fratelli», e si dice certo che «saranno tanti altri combattenti a seguirci in tutta Italia». Il deputato calabrese ricostruisce poi il suo ingresso nella Lega nel 2014 e marca la distanza con il partito attuale: «La Lega nella quale entrai nel 2014 non è più quella di oggi. Almeno non alle nostre latitudini». Secondo Furgiuele, la Lega di oggi sarebbe «post ideologica» e avrebbe «rinnegato un percorso di dodici anni». Nel suo attacco, il parlamentare contesta anche «i manifesti ideologici che aprono ai capricci Lgbt» e la scelta di inviare risorse a Zelensky. Furgiuele ricorda le difficoltà di portare il simbolo leghista in Calabria: «In Calabria portare il simbolo della Lega significava caricarsi sulle spalle pregiudizi, ostilità e diffidenze». Una scelta che, rivendica, non fu dettata dalla convenienza: «Non ho mai cercato la strada più semplice. Non mi hanno mai affascinato le scorciatoie, ho sempre scelto la via più difficile. E la scelgo ancora oggi». Da qui il richiamo a Camelot, che per Furgiuele non rappresenta «il ritorno a un passato impossibile da ricostruire», ma «il ritorno alle sorgenti»: onore, fedeltà alla parola data, coraggio, servizio alla comunità, identità, tradizione e «ricerca di qualcosa di più alto del semplice interesse personale». La parte finale del post è una vera dichiarazione di rottura con il centrodestra moderato. «Oggi muore il politico costretto nella moderazione di un centrodestra troppo spesso soggiogato dal pensiero unico e dai confini imposti da un’Europa costruita sul politicamente corretto», scrive Furgiuele. E ancora: «Muore il politico che nel centro sud ha rischiato di essere fagocitato da una balena bianca vecchia, stanca, morente, concentrata a inseguire il potere per il potere». Il nuovo approdo si chiama Futuro Nazionale. «Da oggi inizia una nuova strada. Una strada che guarda al domani senza rinnegare ciò che siamo stati», scrive Furgiuele, chiudendo con un appello: «Alzate la testa calabresi, meridionali, italiani, insieme».
L’annuncio di Vannacci
L’addio di Furgiuele alla Lega si inserisce nel quadro dell’annuncio ufficiale fatto oggi a Viareggio da Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale ha presentato l’ingresso nel movimento di quattro deputati: Davide Bergamini, Attilio Pierro, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. Con loro anche l’ex eurodeputato Antonio Maria Rinaldi. Un passaggio politico che rafforza la pattuglia parlamentare vicina a Vannacci e segna un nuovo smottamento nell’area del centrodestra, in particolare nel mondo leghista. Il nome di Furgiuele era già stato accostato all’area vicina a Vannacci all’inizio dell’anno, quando aveva promosso un’iniziativa alla Camera sul tema della remigrazione, evento che aveva suscitato forti polemiche e la protesta delle opposizioni.
«Persone che vivono i territori»
«Quattro deputati entrano oggi con noi e sposano il nostro progetto», ha detto Vannacci, presentando i nuovi aderenti. Poi il riferimento simbolico alla data scelta per l’annuncio: «Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro Nazionale». Il leader di Fn ha descritto i nuovi ingressi come «persone che vivono i territori, amministratori locali che hanno un seguito tra la cittadinanza». Parole che, nel caso di Furgiuele, rimandano anche al suo radicamento politico in Calabria, dove negli anni è stato uno dei riferimenti della Lega e del progetto salviniano nel Mezzogiorno. Vannacci ha poi rivendicato la crescita del movimento: «Siamo contenti di avere questi cinque nuovi ingressi in Fn. Non siamo noi che facciamo la questua, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi quindici anni in Italia». Secondo l’eurodeputato, attorno a Futuro Nazionale si starebbe muovendo una rete più ampia di amministratori: «Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti che ci hanno già raggiunto. Questo dimostra quello che Fn vuole portare avanti». (redazione@corrierecal.it)
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