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Incendi in Calabria, Cisl Magna Grecia: «Non si può più perdere tempo, servono prevenzione e manutenzione»

Gualtieri e Lucia (FAI CISL Magna Grecia) parlando di straordinaria gravità e invocano una strategia preventiva con investimenti sulla forestazione

Pubblicato il: 22/07/2026 – 16:19
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CATANZARO «Le immagini che in queste ore arrivano da molti territori, in particolare dall’area centrale, raccontano una situazione di straordinaria gravità, che accomuna gran parte delle regioni del Mezzogiorno, messe a dura prova da un’ondata di caldo eccezionale e da incendi che, in numerosi casi, presentano una chiara matrice dolosa». Lo dichiarano il segretario generale della CISL Magna Grecia, Daniele Gualtieri, e il segretario generale della FAI CISL Magna Grecia, Stefano Lucia. «Il primo pensiero – proseguono – va alle centinaia di uomini e donne che stanno lavorando senza sosta per proteggere persone, abitazioni, aziende agricole, infrastrutture e patrimonio boschivo. Ai Vigili del Fuoco, al personale di Calabria Verde, alla Protezione Civile, alle forze dell’ordine e ai tanti volontari impegnati da giorni in condizioni estremamente difficili va la nostra più sincera gratitudine, insieme al pieno sostegno per un’attività instancabile che spesso si svolge mettendo a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza delle comunità».

Non si può rincorrere l’emergenza

«Non possiamo però limitarci a rincorrere l’emergenza. Di fronte agli elementi che stanno emergendo, con inneschi studiati e incendi appiccati deliberatamente, è necessario ribadire con forza che chi devasta il territorio compie un’azione criminale contro l’intera collettività. I piromani mettono in pericolo vite umane, compromettono il lavoro di migliaia di persone, arrecano danni gravissimi all’agricoltura, al turismo, alle imprese e impoveriscono un patrimonio ambientale che appartiene alle generazioni future». Per Gualtieri e Lucia «è giusto riconoscere che la Regione Calabria, negli ultimi anni, ha impresso un cambio di passo nella lotta agli incendi, adottando una linea di tolleranza zero, investendo nel monitoraggio tecnologico attraverso i droni e rafforzando i presidi operativi sul territorio. Allo stesso tempo, questa emergenza dimostra che occorre fare molto di più. Non si può più perdere tempo. La regione Calabria deve investire e passare ai fatti concreti. La tecnologia è uno strumento prezioso, ma da sola non basta: occorre investire con decisione sul presidio umano del territorio, perché la prevenzione si costruisce ogni giorno con lavoratori qualificati, manutenzione costante e presenza capillare nelle aree interne. E’ per questo urgente e necessario un piano di assunzioni, per garantire quel ricambio generazionale spesso predicato ma ancora non realizzato. E serve un vasto piano di prevenzione e investimenti nella manutenzione ordinaria del territorio, nella cura dei boschi, nella pulizia delle aree di interfaccia, della viabilità rurale e delle fasce parafuoco, così come è necessario rafforzare ulteriormente le attività di controllo e di educazione ambientale. È questa la risposta più efficace non solo contro gli incendi, ma anche contro il dissesto idrogeologico che, puntualmente, si manifesta con le piogge intense dopo aver colpito territori già resi fragili dal fuoco. Fenomeni come questi dimostrano che la programmazione e la prevenzione devono diventare una priorità permanente e non possono limitarsi alla sola gestione delle emergenze».

«Proteggere il territorio»

Da tempo la CISL e la FAI CISL chiedono «un piano pluriennale di investimenti sulla forestazione, fondato sulla valorizzazione di professionalità qualificate e sulla costruzione di un modello di forestazione multifunzionale. Un modello che deve perseguire tre obiettivi strategici. Il primo è la prevenzione, attraverso la cura e la gestione attiva dei boschi, fondamentali soprattutto per le aree interne, per ridurre il rischio di incendi e difendere il territorio dal dissesto idrogeologico. Il secondo è la protezione, garantendo la tutela degli ecosistemi, della biodiversità e degli habitat naturali, rafforzando il ruolo dei boschi come autentici rifugi climatici di fronte alle ondate di calore sempre più frequenti. Il terzo è la produzione, valorizzando in modo sostenibile il patrimonio boschivo e le piantagioni forestali per la produzione di legname di qualità e biomasse, sostenendo una filiera capace di creare lavoro e alimentare la bioeconomia circolare. Ogni ettaro di bosco distrutto significa perdita di biodiversità, maggiore fragilità idrogeologica, rischio di frane e alluvioni, danni alle produzioni agricole, alle attività economiche e all’attrattività turistica dei nostri territori. Per questo è indispensabile passare da una gestione fondata sull’emergenza a una strategia stabile di prevenzione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio forestale, capace di coniugare tutela dell’ambiente, sicurezza delle comunità e sviluppo sostenibile. Difendere il patrimonio naturale – concludono Gualtieri e Lucia – significa difendere il lavoro, la sicurezza delle comunità e le prospettive di sviluppo del territorio. È una responsabilità che deve unire istituzioni, forze sociali e cittadini in uno sforzo comune e permanente».

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