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l’annuncio

Svolta per il villaggio Gioia del Tirreno di Nicotera, Occhiuto: «La Regione disponibile ad acquisirlo»

Dopo l’articolo del Corriere della Calabria che ha riacceso i riflettori sul bene finito all’asta, il presidente a Trame propone il modello “Nicotera”: «Ma serve un progetto»

Pubblicato il: 16/06/2026 – 20:11
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Svolta per il villaggio Gioia del Tirreno di Nicotera, Occhiuto: «La Regione disponibile ad acquisirlo»

LAMEZIA TERME Potrebbe esserci una svolta storica per il caso del villaggio Gioia del Tirreno a Nicotera Marina, il complesso ex Valtur chiuso da 2011 e messo all’asta dal fondo che lo gestisce. Il bene, progettato da Pietro Porcinai e Pierfilippo Cidonio, è stato dichiarato di «notevole interesse» dal Ministero della Cultura per via del suo valore storico e architettonico. Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ospite all’inaugurazione del Festival Trame, ha infatti annunciato che «La Regione è disponibile all’acquisto». Negli scorsi giorni, il Corriere della Calabria ha lanciato la notizia del nuovo annuncio di vendita, questa volta senza prezzo base, dopo che già nel 2024 c’era stato un tentativo di venderlo. Una “svendita” che ha destato preoccupazione, anche in virtù delle mire della ‘ndrangheta sul villaggio emerse da Rinascita Scott, con l’associazione Porcinai che aveva lanciato più volte l’allarme, anche durante le scorse edizioni di Trame.



«La Regione è disponibile ad acquisirlo»

Appelli per anni rimasti inascoltati, ma oggi le parole del governatore sembrano ridare speranza. Dopo l’articolo che ha riacceso i riflettori sul bene, Occhiuto parla della possibilità di proporre un modello “Nicotera”, partendo proprio dal villaggio ex Valtur: «La Regione è disponibile ad acquisirlo, purché ci sia un progetto. Perché io non gestisco risorse mie, ma quelle dei calabresi e posso impegnarmi per ridare vita a questo immobile con l’aiuto delle imprese private». «In passato l’idea – ha spiegato – era quella di acquisire la struttura, ma non se n’è fatto niente perché non c’è stata disponibilità da parte dei privati. Ma credo che sarebbe una buona cosa se lo acquisisse la Regione e valuterò questa possibilità». L’idea è proporre un nuovo “modello” per «affrontare un tema che spesso è sottovalutato in Calabria, ma anche in Italia, quello del riutilizzo dei beni confiscati o sequestrati alla ‘ndrangheta. Alcuni di questi beni non sono assolutamente riutilizzabili perché sono beni che si costituiscono, mentre altri come le strutture alberghiere potrebbero essere restituite alla comunità. Andrebbero, però, gestite in maniera diversa, perché oggi spesso capita di comunicare un messaggio devastante a molti cittadini italiani, ovvero di uno Stato che una volta confiscato quel bene, quel bene lo fa perire. Se invece noi potessimo impegnare l’amministrazione pubblica anche ad acquisire questi beni e poi darli in gestione non tanto ad amministratori nominati dai tribunali, ma ad una white list di imprese che si possono occupare della gestione di questi beni, noi riusciremmo davvero a far rivivere questi beni e restituirli alla comunità».(redazione@corrierecal.it)

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