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Olivicoltura vicina al collasso, rischio crisi senza precedenti

L’appello di Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi a poche settimane dalla nuova campagna

Pubblicato il: 07/08/2026 – 11:43
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ROMA A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi più gravi della sua storia recente. Confagricoltura segnala, infatti, che le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoché ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. Inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, rimangono insostenibilmente elevati.
In questo contesto di assoluta emergenza, Confagricoltura Unapol e Assofrantoi, rinnovano la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidità, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna.
La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno. Bene hanno fatto le Regioni Puglia e Calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. Molti frantoi operano con i depositi ancora pieni e con gravi difficoltà di accesso al credito.
Sono tanti i produttori che si interrogano sulla possibilità stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato né di coprire i costi di produzione.
Il rischio concreto è che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera.
L’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del Paese. Lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.
Confagricoltura Unapol e Assofrantoi auspicano che nelle prossime settimane arriveranno interventi concreti e tempestivi.

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