Rigassificatore di Gioia Tauro, Iren e Sorgenia si sfilano? Occhiuto valuta l’opzione Snam
Il progetto di costruzione dell’impianto, dichiarato strategico dal governo. di nuovo nella fase di stallo. Il governatore: «C’è il nostro interesse nella misura in cui si fa la piastra del freddo»

CATANZARO Stop and go. Adesso è la fase dello stop. E’ calato di nuovo il silenzio, sul progetto del rigassificatore di Gioia Tauro, “rispolverato” dal governatore Roberto Occhiuto qualche anno fa – dopo che era finito nel dimenticatoio, sepolto nei cassetti della Regione – e dichiarato anche strategico dal governo. A rompere il silenzio lo stesso Occhiuto, a margine del forum sull’energia organizzato in Cittadella da Legambiente. Il presidente della Regione Calabria fa il punto della situazione, confermando l’interesse al progetto ma evidenziando anche alcune problematiche che si starebbero riverberando sul percorso. «Il rigassificatore di Gioia Tauro – ha sostenuto Occhiuto parlando con i giornalisti – aveva e ha l’interesse della regione nella misura in cui si fa la piastra del freddo, che potrebbe essere un’infrastruttura per far nascere a Gioia Tauro, come ho detto spesso, un grande distretto dell’agroindustria. Mi sembra che le aziende private che hanno in pancia questo progetto, Iren e Sorgenia, non abbiano intenzione di farlo: ho in animo di incontrare nelle prossime settimane l’amministratore delegato di Snam per capire se può esserci un interesse da parte di Snam».
Il progetto
Si vedrà dunque se nelle prossime settimane ci saranno sviluppi per il rigassificatore a Gioia Tauro. Nei piani della Regione l’impianto potrebbe rappresentare una risposta dell’Italia alla crisi energetica e una garanzia di autosufficienza sul piano energetico, facendo di Gioia Tauro l’hub energetico non solo del Paese ma anche dell’Europa. Il progetto – secondo un dossier pubblicato mesi fa da “Il Sole 24 Ore” – risale a quasi 15 anni fa, ed è stata revisionato nel 2015: prevede il posizionamento del rigassificatore all’interno del retroporto, in un’area di 47 ettari che ricade nei comuni di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno, e il collegamento per 7 chilometri alla rete della Società nazionale metanodotti (Snam). La costruzione del rigassificatore gioiese è stabilita per moduli: il primo in 3 anni dalla conclusione dell’iter amministrativo, implementabile in base alle esigenze del mercato e dello sviluppo degli usi alternativi del metano liquido. Per consentire l’accesso a grandi navi cisterna e il collegamento diretto alla rete autostradale e alla ferrovia, dovrebbe essere realizzato un pontile di scarico in acque profonde, a 500 metri dalla costa. (a. cant.)
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