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Lavoro, la straordinaria “impennata” della Calabria: nel 2025 oltre 20mila occupati in più

Il rapporto annuale sull’economia regionale di Bankitalia segnala una forte accelerata con un incremento del 3,8%: la Calabria fa meglio di tutte le altre aree del Paese

Pubblicato il: 18/06/2026 – 15:04
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Lavoro, la straordinaria “impennata” della Calabria: nel 2025 oltre 20mila occupati in più

CATANZARO Nel 2025 l’occupazione in Calabria accelera, con una crescita del 3,8% rispetto al +0,4% dell’anno precedente e circa 20.300 nuovi occupati in più: la nostra regione fa meglio del Mezzogiorno (+1,4%) e del Paese (+0,8%). Lo rileva il rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale presentato nella filiale di Catanzaro dell’istituto. Il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è salito al 46,4% ma resta 16 punti sotto la media italiana. L’aumento – rileva Bankitalia – riguarda sia i lavoratori dipendenti sia, con maggiore intensità, gli autonomi per i quali si è completato il recupero dei livelli pre-pandemici. «La loro incidenza sull’occupazione complessiva è pari a poco più di un quarto, superiore a quella osservata nelle aree di confronto», si legge poi nel rapporto. L’aumento dell’occupazione si è associato a una riduzione del numero di persone alla ricerca di lavoro, con un tasso di disoccupazione sceso al 9,8%. Il divario dal dato nazionale si è quindi contratto a 3,7 punti percentuali, mentre era quasi il doppio nel 2024. «Nonostante il miglioramento dei livelli occupazionali – avverte Bankitalia – non si sono osservati progressi sul fronte della partecipazione. Nel 2025 il tasso di attività tra 15 e 64 anni è rimasto stabile al 51,7%, valore significativamente inferiore a quello medio nazionale (66,7%)». Restano strutturalmente più deboli le retribuzioni, con i salari reali privati in flessione del 15,9% sul 2008.

I dati su Naspi e Cassa integrazione

Secondo Bankitalia poi «in un generale contesto di miglioramento dei livelli occupazionali, le domande di accesso alla “Naspi” (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) si sono ridotte a quasi 80.400 (-2,6 per cento). Per via del diffuso ricorso a contratti di lavoro meno stabili, dovuto anche alla marcata stagionalità che caratterizza il comparto del turismo regionale, le domande per ottenere il sussidio risultano comunque strutturalmente elevate (circa 19 domande ogni 100 lavoratori dipendenti, contro meno di 12 in Italia e quasi 18 nel Mezzogiorno). Anche le richieste di accesso alle misure di integrazione salariale sono diminuite, a fronte di una crescita osservata nel Paese. Nel 2025 in Calabria – emerge dal rapporto – sono state autorizzate circa 3,5 milioni di ore tra Cassa integrazione guadagni (Cig) e Fondi di solidarietà, quasi un terzo in meno rispetto al 2024 (in aumento del 14,2 nel Mezzogiorno e del 7,5 per cento nella media italiana). Distinguendo per tipologia di ammortizzatore sociale, la riduzione è stata trainata dal minor ricorso alla cassa integrazione straordinaria (Cigs), le cui ore autorizzate si sono quasi dimezzate. A livello settoriale, la contrazione ha riguardato soprattutto i servizi. Al contrario, nel Mezzogiorno e in Italia si è osservato un significativo aumento del ricorso alla Cigs in larga parte riconducibile alle difficoltà del comparto automotive, che in Calabria – conclude la Banca d’Italia – presenta un peso contenuto. In termini di occupati equivalenti, complessivamente le ore autorizzate per le integrazioni salariali corrispondono allo 0,5 per cento dei lavoratori dipendenti della regione (l’1,7 per cento in Italia)». (a. cant.)

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