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Oltre 13 milioni di italiani soffrono di dolore cronico, spese fino a 300 euro al mese

Dalla fibromialgia all’endometriosi, si tratta di persone che devono affrontare un percorso diagnostico complesso e spesso inadeguato

Pubblicato il: 23/06/2026 – 11:22
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Oltre 13 milioni di italiani soffrono di dolore cronico, spese fino a 300 euro al mese

ROMA Il dolore cronico in Italia è una realtà per 13 milioni di italiani: donna (83%), di età compresa tra i 46 e i 60 anni, è il profilo di chi convive principalmente in queste condizioni da oltre 5 anni (75%) con costi che arrivano fino (e oltre in alcuni casi), ai 300 euro al mese. Sono persone che soffrono di Fibromialgia, Artrite (reumatoide, psoriasica), Endometriosi, Emicrania/Cefalea cronica, patologie Autoimmuni (LES, Sjogren), Diabete, Malattie croniche intestinali e Neuropatie, e che devono affrontare un percorso diagnostico e terapeutico complesso e spesso inadeguato. Sono dati che emergono dalla survey “Vivere con il dolore cronico: impatto del dolore nella vita quotidiana“, prima ricerca nazionale condotta dall’Alleanza sul Dolore ideata da Teresa Petrangolini, Alessandra Sorrentino e Lorenzo Latella e Luca Savarese su iniziativa di Health Engine ETS (soggetto promotore di iniziative di advocacy nell’ambito della salute).

I risultati della ricerca

La ricerca indica alcune criticità che riguardano il 25% della popolazione dell’intero Paese: grave ritardo diagnostico; mancanza di presa in carico strutturata; sofferenza psicologica ignorata; isolamento sociale; oneri economici nascosti. Nonostante la maggioranza abbia una diagnosi definitiva (78%), i tempi per ottenerla sono estremamente lunghi, con attese che in certi casi superano i 5 anni. La gestione del dolore è poi un’area particolarmente critica: il 57% dei pazienti non è mai stato inserito in un percorso di cura strutturato. La spesa mensile aggiuntiva per il 35% dei rispondenti alla survey spende 50-150 euro al mese, il 22% deve stanziare 151-300 euro e l’11% affronta una spesa mensile superiore a 300 euro. L’impatto psicologico sulla “Progettazione del futuro” è immenso: il 62% dei rispondenti (743) assegna un punteggio tra 8 e 10 alla “possibilità di progettare”, con il 29% (354) che sceglie il massimo (10) punteggio, che fotografa l’assoluta impossibilità di programmarsi in ambiti lavorativi, familiari e sociali.

«Tra le priorità socio sanitarie»

«Questa Survey mostra la drammaticità del vissuto dei pazienti e indurre istituzioni e decisori a mettere il dolore cronico nell’agenda delle priorità socio-sanitarie», ha dichiarato Teresa Petrangolini (fondatrice e coordinatrice dell’Alleanza). «Desideriamo rilanciare l’impegno di colmare un vuoto di dimensionamento del vissuto con il dolore. E di conseguenza speriamo di smuovere i decisori nazionali e regionale, come abbiamo già fatto lo scorso novembre lanciando il Manifesto DOLORE: NO GRAZIE!, per arrivare a decisioni che consentano l’accesso alle cure per tutti, in tutti i territori, con tempestività, qualità e innovazione, realizzando finalmente i contenuti della legge 38/2010».

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