«Giù le mani dal Tiberio Evoli», la rivolta dell’Area Grecanica
Da Bova a Brancaleone cresce la mobilitazione contro lo svuotamento del presidio ospedaliero

REGGIO CALABRIA Chi abita a Bova, a Condofuri, a Roghudi conosce bene il calcolo: quanti chilometri per un prelievo, quante ore per una visita specialistica, come arrivarci senza automobile. L’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo è il punto di riferimento sanitario di decine di migliaia di persone sparse tra l’entroterra e la costa jonica reggina. E da anni, pezzo dopo pezzo, si svuota. È contro questo svuotamento che il Comitato Cittadino per la Tutela del Diritto alla Salute dell’Area Grecanica ha avviato, il 16 giugno scorso, una raccolta firme davanti ai cancelli del presidio. In quattro ore, mille sottoscrizioni. In una settimana, tremila. Oggi il contatore ha superato quota seimila, con i banchetti ancora aperti in tutti i comuni del comprensorio. Il Comitato alza ora il tiro: ultimatum ai sindaci, denuncia pubblica dei conti della sanità calabrese, mobilitazione che si allarga giorno dopo giorno lungo tutta la fascia jonica reggina e la Riviera dei Gelsomini.
Cinquantacinquemila euro al giorno verso Nord
A far esplodere la rabbia dei firmatari è un documento pubblico che il Comitato ha portato all’attenzione dei cittadini: la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 849 del 17 giugno 2026 dell’ASP di Cosenza, che certifica il pagamento di 5.053.528,70 euro in soli tre mesi — marzo, aprile e maggio 2026 — a un raggruppamento di società private del Nord per il servizio di elisoccorso. Elitaliana A&T, Elilombarda, Avincis Aviation Italia: le fatture sono elencate una per una. Il conto del Comitato è immediato: cinquantacinquemila euro al giorno di risorse pubbliche calabresi che prendono la strada di Milano. Nel frattempo, a terra, si smantellano i presidi territoriali, si depotenziano i reparti, si lasciano le ambulanze del 118 senza medico a bordo. E, denuncia ancora il Comitato, tramite “Azienda Zero” la Regione avrebbe acquistato dalla Lombardia ambulanze usate con duecentomila chilometri sul groppone, operazione già finita nel mirino della Corte dei Conti.
L’ultimatum
Il Comitato, adesso, ha formalizzato un ultimatum perentorio agli amministratori locali, innescato dalle dimissioni di Pierpaolo Zavettieri dalla presidenza dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica. Tre richieste precise: la convocazione immediata dell’Assemblea dei Sindaci per eleggere il nuovo organismo dirigente; l’accelerazione verso la nascita dell’Unione dei Comuni, superando i campanilismi che hanno fin qui paralizzato ogni risposta collettiva; il varo di un documento unitario di netta opposizione alla rete ospedaliera regionale, per blindare il futuro del Tiberio Evoli.
Seimila firme e la Riviera dei Gelsomini risponde
Dopo Bagaladi e Chorio, nelle ultime ore si è unita alla raccolta anche Galati, frazione costiera e collinare del Comune di Brancaleone, affacciata sulla Riviera dei Gelsomini, cinquanta chilometri a nord di Melito: anche qui è nato un comitato spontaneo, anche qui i cittadini hanno firmato. Il popolo grecanico si muove, e la costa risponde. «O i Sindaci scendono in trincea con azioni formali – dice il Comitato – e di rottura totale contro il governo regionale, o si rassegnino a essere ricordati dalla storia come i becchini della sanità dell’Area Grecanica».
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