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La Giornata del paziente trapiantato

Reggio, la forza di ricominciare dopo il trapianto: «La guarigione è una nuova vita»

Martino: «Anche da qui si può curare con le migliori terapie disponibili al mondo»

Pubblicato il: 26/06/2026 – 12:44
di Paola Suraci
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Reggio, la forza di ricominciare dopo il trapianto: «La guarigione è una nuova vita»

REGGIO CALABRIA Sono arrivati con le loro storie addosso, qualcuno con la voce ancora incrinata dalla fatica di raccontare. Eppure erano lì, seduti in un’aula universitaria a dire ad alta voce che ce l’hanno fatta. È stata una mattinata di quelle che lasciano il segno, quella andata in scena al Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove si è tenuta la seconda edizione della Giornata del paziente trapiantato, «Oltre ogni sfida – Celebrare la vita, la speranza e il dono che continua», organizzata nell’ambito della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.
Ad aprire i lavori, il direttore del Dipartimento di Agraria Marco Poiana e la presidente dell’AIL sezione «Alberto Neri» RC-VV, Giusy Sembianza. Il rettore Giuseppe Zimbalatti, impossibilitato a presenziare, era rappresentato dal suo delegato il professore Valentino Branca, che ha subito chiarito il senso profondo della location scelta. Il Dipartimento di Agraria, ha ricordato, lavora ogni giorno su colture destinate a una sana e corretta alimentazione. «Più sono stagionali le produzioni, più vanno a vantaggio della salute e del benessere del paziente», ha detto. «Ippocrate già lo scriveva: noi siamo ciò che ci alimentiamo». Un richiamo antico che in questo contesto ha ritrovato tutta la sua attualità.

A dare il quadro clinico ed umano della giornata è stato Massimo Martino, direttore della UOC Centro Trapianti Midollo Osseo e direttore ad interim della UOC Ematologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. «La giornata ha un duplice aspetto», ha spiegato. «Uno è il senso della donazione: in Italia nel 2025 sono stati effettuati oltre 2.000 trapianti allogenici e quasi il 70% è stato possibile grazie a un donatore che ha messo a disposizione le proprie cellule staminali». Ma c’è un altro lato, quello che spesso resta nell’ombra. «Il paziente guarisce da una malattia grave — leucemia acuta, tumori del sangue — con una procedura molto intensa. Poi però rimangono dei reliquati: complicanze fisiche, psicologiche, difficoltà nelle relazioni familiari e sociali. Si apre un mondo nuovo. Parlarne insieme ai nostri pazienti è qualcosa di molto importante».
La mattinata si è articolata in una serie di interventi che hanno affrontato il percorso del trapiantato a tutto tondo: dalla dimensione filosofica ed esistenziale della procedura, al ruolo dell’esercizio fisico nella ripresa, fino al legame tra alimentazione, microbiota ed ematologia. Spazio anche al tema della donazione, con i contributi delle associazioni ADMO e Adspem. La tavola rotonda finale, moderata dalla psicoterapeuta e psico-oncologa Nadia Carbone, ha dato voce direttamente ai pazienti, trasformando il convegno in qualcosa di più vicino a un abbraccio collettivo.
La giornata arriva peraltro sull’onda di un risultato straordinario appena raggiunto dal Gom. Il reparto ha somministrato con successo una terapia CAR-T a un paziente affetto da mieloma multiplo — un’immunoterapia commercializzata in Italia solo da aprile 2025, già disponibile in Europa da tempo. «Reggio si è dimostrata all’avanguardia», ha sottolineato Martino. «Siamo stati il primo centro da Bologna in giù a effettuare questa terapia, e il quarto in Italia. Questo per dire che anche da qui si può curare bene, con le terapie migliori che esistono al mondo».

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