Sanità in Calabria, «non era necessario» il via libera della Corte dei Conti
Lo spiega il sottosegretario Figliolia

ROMA La delibera di uscita del commissariamento della Regione Calabria per la sanità non ha bisogno del “via libera” della Corte dei Conti. E sarebbe stata proprio la Corte a ricordarlo a Palazzo Chigi, in virtù anche di un precedente: la fine del commissariamento della Regione Lazio nel 2020 dopo 12 anni. In quel caso non servì il visto che, nei giorni scorsi, aveva invece dato parere negativo all’uscita del commissariamento per la Calabria, suscitando numerose polemiche e proteste dalle opposizioni. A spiegarlo è il sottosegretario alla presidenza della Regione Ettore Figliolia, in un’intervista rilasciata al Quotidiano del Sud. «La Regione – spiega – ha assunto l’impegno a integrare il contenuto del piano con tutte le indicazioni: un impegno politico. E quindi si è arrivati alla delibera del Consiglio dei ministri».
La valutazione di Palazzo Chigi
Palazzo Chigi aveva consegnato il decreto per la verifica della Corte solo il 9 giugno, ottenendo una risposta negativa date le criticità non ancora risolte, tra cui la questione del piano di rientro. La corte, in sostanza, – spiega Figliolia – «ha detto alla Presidenza del Consiglio “questo atto voi l’avete mandato al visto e il vostro comportamento è diverso da quello che avete adottato in fattispecie del tutto similari”», citando appunto il caso Lazio. «Quindi, ha detto la Corte, mi riservo di valutare in via preventiva se effettivamente questa tipologia di atto sconti oppure no il visto». Di conseguenza, valutando anche i precedenti, Palazzo Chigi ha cambiato approccio: «Tenuto conto dell’impegno politico della Regione Calabria di recepire integralmente tutte le osservazioni del Ministero della Salute, si è andati avanti dicendo: “a questo punto io non vado neanche ad evadere le attività istruttorie, perché capisco perfettamente che perderei soltanto tempo, perché l’atto non è sottoponibile al visto”». Così Palazzo Chigi il 24 giugno ha scritto una lettera rivolta alla Corte ritirando dal vaglio la delibera e rendendola operativa fin da subito. (redazione@corrierecal.it)
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