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La cattura

Arrestato in Spagna “Don Mico” Paviglianiti, boss della ‘ndrangheta latitante dal 2022

Il vertice dell’omonima cosca reggina è stato fermato a Soria, nell’entroterra spagnolo, grazie alla cooperazione tra la Guardia di Finanza italiana e la polizia spagnola

Pubblicato il: 28/06/2026 – 20:25
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Arrestato in Spagna “Don Mico” Paviglianiti, boss della ‘ndrangheta latitante dal 2022

REGGIO CALABRIA Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nella provincia reggina e con proiezioni nel Nord Italia e all’estero, è stato arrestato in Spagna dalla Policia Nacional del Regno di Spagna. L’operazione è frutto delle indagini coordinate dal procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli attraverso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di polizia wconomico-finanziaria della Guardia di Finanza.

La latitanza e la cattura

Paviglianiti si era reso irreperibile dal 2022, quando la Procura della Repubblica di Bologna aveva emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per cumulo pene che disponeva oltre 19 anni di carcere per reati di associazione mafiosa, omicidio e armi. A individuarlo sono stati la guardia di Finanza e l’Udyco (Unidad de Droga y Crimen Organizado), la divisione della polizia spagnola specializzata nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali, grazie alla cooperazione giudiziaria sviluppata dalla Direzione distrettuale antimafia e alla cooperazione di polizia avviata dal Gico. Per le attività investigative oltreconfine è stato determinante il supporto dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale, della Direzione centrale per i servizi antidroga, del Comando generale – II Reparto della guardia di Finanza e del Servizio centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della guardia di Finanza.

Il pedinamento e il fermo a Soria

Decisive sono state le attività di monitoraggio di alcuni soggetti appartenenti alla cerchia relazionale del latitante e i viaggi che questi effettuavano con frequenza dall’Italia verso la Spagna – paese dove Paviglianiti si era già stabilito dagli anni Novanta. Le attività di osservazione e pedinamento, condotte dall’Italia, hanno consentito agli investigatori di localizzare il soggetto ricercato a Soria, una località dell’entroterra spagnolo a circa 200 chilometri da Madrid, dove è stato fermato all’uscita di un ristorante.

Una carriera criminale che dura decenni

Il percorso criminale di Domenico Paviglianiti affonda le radici nella cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta (1985-1991), nel corso della quale ricopriva già un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello, in una fase segnata da numerosi episodi omicidiari che hanno inciso sugli equilibri mafiosi della provincia reggina. Nel corso degli anni è stato destinatario di plurimi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati di particolare gravità, tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In particolare, era stato condannato all’ergastolo – successivamente rideterminato in 30 anni di reclusione – per fatti commessi a partire dagli anni Ottanta, e poi ulteriormente condannato per omicidio e altri gravi reati. Nel 1996 e nel 2021 era già stato individuato e arrestato in Spagna nel corso di precedenti periodi di latitanza. Nel 2022 era stata emessa nei suoi confronti anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, non eseguita per l’irreperibilità dell’interessato. Nel luglio dello stesso anno era stato emesso un nuovo mandato di arresto europeo. Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure per il trasferimento in Italia, dove Paviglianiti dovrà espiare la pena detentiva di cui è gravato.

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