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una mafia globale

Da Duisburg al “sopralluogo” della BKA in Calabria, così la Germania rafforza il fronte contro la ‘ndrangheta

Nuove tecnologie, banche dati e cooperazione internazionale. Il vertice con le autorità italiane di pochi giorni fa conferma il cambio di passo nella lotta alla criminalità

Pubblicato il: 30/06/2026 – 8:00
di Marco Russo
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Da Duisburg al “sopralluogo” della BKA in Calabria, così la Germania rafforza il fronte contro la ‘ndrangheta

Il 15 agosto 2007 l’Europa si accorse della ‘ndrangheta. O, più precisamente, si accorse di non averla mai davvero vista. Per anni istituzioni, cittadini e investigatori l’avevano descritta come un fenomeno criminale limitato al Sud Italia, confinato entro dinamiche locali. Nel frattempo, le ‘ndrine varcavano indisturbate i confini internazionali, si radicavano sul territorio tedesco – da sempre storica meta di migrazione calabrese -, si mimetizzavano nel tessuto economico locale senza destare alcun sospetto. Quello che sembrava un paese invalicabile, un modello perfetto di legalità e organizzazione, si sentiva al sicuro, protetto da un sistema solido e inconsapevole di prestarsi perfettamente alle dinamiche criminali della ‘ndrangheta.

Fu Duisburg ad aprire gli occhi

Che la realtà era diversa lo scoprirono nel modo più cruento possibile. A Duisburg, al Ristorante Da Bruno, furono lasciati a terra, in un mare di sangue, sei corpi crivellati di colpi, vittime di una faida nata lontano dalla Germania, nella piccola e “sconosciuta” San Luca. La strage di Ferragosto si consuma nel cuore dell’Europa industriale, sotto gli occhi di un Paese che si riteneva estraneo a dinamiche di questo tipo. Quel giorno cambiò la percezione: la ‘ndrangheta da fenomeno locale, divenne fenomeno globale. Le indagini dimostrarono quanto fin li era stato soltanto ipotizzato: la presenza delle ‘ndrine, una rete criminale sofisticata e radicata, traffici di droga e infiltrazioni nel tessuto economico.

Dia e BKA: in Germania gruppi radicati

La forte presenza della ‘ndrangheta in Germania è certificata dalle relazioni della Direzione investigativa antimafia e da quelle della Polizia federale tedesca. Nel rapporto 2024 della BKA, con 11 gruppi individuati nel 2023 su un tutale di 19 legati alla criminalità organizzata italiana. Gli inquirenti tedeschi indicano poi in 132 (in crescita rispetto al 2023) sospettati affiliati ad una ‘ndrina, su un totale di 212 legati alla criminalità organizzata italiana. Per la Dia ad attrarre la ‘ndrangheta in terra tedesca è proprio la sua solidità economica, in particolare nelle regioni del Baden-Wtirttemberg, Renania Settentrionale-Vestfalia, Baviera e Assia. Non solo con il classico business della droga (agevolata anche dallo strategico porto di Amburgo) ma anche infiltrandosi nel settore della ristorazione. «L’obiettivo – spiega la Dia – è quello di creare coperture per affari illeciti e stabilire basi logistiche per incontri e per il coordinamento delle operazioni criminali».

La visita della BKA in Calabria e nuove tecnologie

Diciannove anni dopo Duisburg l’antimafia tedesca è una realtà affermata, soprattutto per quanto riguarda la repressione e il contrasto alle mafie. «Il BKA è un partner fondamentale nel contrasto globale alla ‘ndrangheta» ha confermato il vicecapo della Polizia Raffaele Grassi pochi giorni fa. Una delegazione della polizia tedesca, il Bundeskriminalamt, ha visitato la Calabria, toccando anche luoghi segnati dalla storia della criminalità organizzata calabrese, come il Santuario della Madonna di Polsi. Un’occasione per un vertice con le autorità italiane e calabresi, in virtù del Progetto I-Can di cui proprio la Germania è tra gli stati fondatori. Negli ultimi anni il BKA ha dato anche una svolta tecnologia nella lotta alle mafie, opera attraverso piattaforme di analisi e banche dati centralizzate, strumenti che permettono di incrociare in tempo reale informazioni su persone, reati e beni sequestrati, rendendo visibili connessioni che emergerebbero difficilmente con indagini tradizionali. Una nuova frontiera investigativa in cui l’analisi dei dati diventa decisiva per ricostruire reti criminali sempre più complesse e transnazionali.(redazione@corrierecal.it)



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