Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:34
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

La decisione

Smart working e controlli sui dipendenti, annullata la sanzione privacy da 50mila euro all’Arsac

Il Tribunale di Cosenza ha accolto il ricorso dell’ente regionale, difeso dall’avvocato Oreste Morcavallo, riconoscendo la legittimità della piattaforma utilizzata per verificare le presenze da remoto

Pubblicato il: 01/07/2026 – 19:40
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Smart working e controlli sui dipendenti, annullata la sanzione privacy da 50mila euro all’Arsac

COSENZA Il Tribunale di Cosenza ha annullato la sanzione da 50mila euro comminata all’Arsac dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali e la successiva cartella notificata dall’Agenzia delle Entrate. La decisione è arrivata con sentenza del primo luglio 2026, con l’accoglimento del ricorso proposto dall’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese, difesa dall’avvocato Oreste Morcavallo. La vicenda nasceva dal reclamo presentato da una dipendente dell’ente regionale, autorizzata a lavorare in regime di lavoro agile. La lavoratrice aveva contestato un presunto illecito trattamento dei dati personali in occasione dei controlli effettuati dall’Arsac sul rispetto delle disposizioni contrattuali relative allo smart working. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il controllo sulle presenze era affidato a una piattaforma informatica, il cui utilizzo era stato ratificato attraverso un accordo con le rappresentanze sindacali. Durante una verifica, l’ente aveva contestato alla dipendente di trovarsi in luoghi ritenuti non compatibili con le postazioni di lavoro da remoto dichiarate all’amministrazione.
Da qui il reclamo al Garante privacy, che aveva sanzionato l’Arsac per 50mila euro. Sulla base del provvedimento era poi stata notificata anche la cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate.
Il Tribunale di Cosenza ha accolto le tesi difensive dell’ente, riconoscendo la compatibilità della piattaforma di controllo con la normativa sulla privacy e ritenendo legittima la verifica svolta sui dipendenti in regime di lavoro agile. Di conseguenza è stata annullata sia la sanzione del Garante sia la cartella successiva.
L’avvocato Oreste Morcavallo ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando il rilievo dei principi affermati dal Tribunale in materia di lavoro agile, controlli sui dipendenti e limiti del potere sanzionatorio del Garante privacy. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x