Vibo Valentia, presunti illeciti nella trasformazione di rifiuti, chiesto il rinvio a giudizio per 11 indagati – NOMI
Nell’indagine è coinvolto anche l’imprenditore Eugenio Guarascio. L’udienza preliminare fissata il 6 novembre 2026

CATANZARO Si terrà il prossimo 6 novembre 2026 l’udienza preliminare in camera di consiglio presso il Tribunale di Catanzaro a carico di 11 indagati per i quali la Distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto i il rinvio a giudizio. L’accusa nei confronti delle persone, coinvolte nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, è di presunti illeciti legati al ciclo di trasformazione dei rifiuti effettuati all’interno di un impianto di recupero vibonese, ma non solo. Tra gli indagati figurano l’imprenditore Eugenio Guarascio e sua sorella Ortensia, direttrice amministrativa della società “Ecologia Oggi”. Nella galassia imprenditoriale della famiglia Guarascio risulta anche la società “Eco Call spa” con sede a Vazzano, nel vibonese, impegnata in attività di trattamenti e smaltimenti di rifiuti non pericolosi. Gli atti dell’indagine sono stati trasmessi per competenza alla Dda, dopo gli interrogatori e le misure, per il reato ipotizzato di associazione per delinquere.
L’inchiesta
Tonnellate di prodotto, qualificato come fertilizzante, ma costituito in realtà da rifiuto smaltito illecitamente sui terreni agricoli della provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Ruota intorno a questa ipotesi di inquinamento ambientale l’indagine condotta dai Carabinieri dall’Aliquota Operativa del Nor di Serra San Bruno unitamente al Nipaaf dei Carabinieri Forestali di Vibo Valentia coordinati dal Procuratore della Repubblica Camillo Falvo e da un sostituto co-titolare del procedimento, poi passato alla Dda.
L’origine dell’indagine e le ipotesi accusatorie
Un’attività investigativa che già tra il marzo e il novembre del 2021, attraverso intercettazioni, campionamenti e controlli, aveva portato al deferimento di undici persone e alla segnalazione di tre società per responsabilità penali ed amministrative. L’azienda sita nell’entroterra vibonese, operante nel settore del recupero dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, avrebbe dovuto produrre ammendante compostato misto. La stessa di fatto, non rispettando la procedura prevista all’interno dell’autorizzazione integrata ambientale, generava un prodotto che non aveva perso la qualifica di rifiuto, contente plastiche, vetri e metalli, anche pesanti come il cromo esavalente ed andando ad inquinare irrimediabilmente i terreni agricoli ove lo stesso veniva spanso. L’indagine ha consentito di cristallizzare la presunta condotta illecita di diversi soggetti, attuata attraverso attività decisionali, esecutive e materiali, connesse alle posizioni e alle funzioni, apicali e non, rivestite all’interno della stessa azienda. (f.benincasa@corrierecal.it)
La richiesta di rinvio a giudizio
- Guarascio Ortenzia (cl. ‘65);
- Guarascio Eugenio (cl. ‘54);
- Amato Maria Carmela (cl. ’78);
- Caruso Giuseppe Antoni (cl. ’93);
- Currado Francesco (cl. ’54);
- Fruci Rosario (cl. ’74);
- Giardiello Alessandro (cl. ’71);
- Comito Gianfranco (cl. ’58);
- De Matteis Vincenzo (cl. ’73);
- Giuliano Franco Dario (cl. ’66);
- Ocello Nicola Anselmo (cl. ’67).
E le società: Eco Call S.p.A.; Ecologia Oggi S.p.A. e 4el Group s.r.l