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Annunziata, migliorano i conti e la «produzione di salute». Oltre 400 assunzioni in 3 anni e mezzo

All’ospedale di Cosenza si riduce la perdita d’esercizio (da 32,3 a 13,4 milioni). L’integrazione con l’Unical

Pubblicato il: 07/07/2026 – 12:22
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Annunziata, migliorano i conti e la «produzione di salute». Oltre 400 assunzioni in 3 anni e mezzo

COSENZA Miglioramento dei conti, «produzione di salute» e oltre 400 assunzioni: tre indirizzi del bilancio che Vitaliano de Salazar, direttore generale dell’azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza, ha presentato stamattina a «coronamento di una visione iniziata tre anni e mezzo fa, quando al mio arrivo l’ospedale faceva notizia perché era uno dei due calabresi inseriti tra i dieci peggiori d’Italia secondo l’Agenas». Allora, gli indicatori che condannavano il nosocomio cosentino erano i tempi di attesa al pronto soccorso, il rapporto tra numero di operatori sanitari e pazienti, tasso di ricoveri inappropriati e condizione delle apparecchiature, gestione finanziaria e contabile.
«Non stiamo dicendo che non ci sono criticità – puntualizza il dg dell’Azienda ospedaliera di Cosenza – ma oggi facciamo parlare i dati, che sono cosa diversa dagli slogan»

I conti dell’Azienda, le assunzioni e le performance

Proprio sull’aspetto più strettamente finanziario De Salazar rivendica subito i progressi, snocciolando le cifre di una progressiva riduzione della perdita d’esercizio, passata da 32,3 milioni di euro del 2023 a 13,4 milioni, a fronte di un aumento della produzione di salute – tra ricoveri e specialistica ambulatoriale – stimato in circa 20 milioni di euro; una pianta organica rafforzata con 414 assunzioni complessive tra il 2023 e il primo semestre del 2026 (con 81 unità nel 2023, 96 nel 2024, 120 nel 2025 e 117 nei primi sei mesi dell’anno in corso). 
«Sul piano strettamente clinico le performance dell’Annunziata – ha dichiarato De Salazar – si attestano ormai stabilmente nei parametri di qualità identificati dall’Agenas, che qualifica la struttura come ospedale “buono”, posizionando l’anatomia patologica cosentina tra i primi tre centri in Italia per tempestività e accuratezza degli esami diagnostici oncologici, con tempi di attesa per i referti citologici ridotti a soli due giorni lavorativi». Tra i traguardi scientifici e terapeutici di maggior rilievo le 842 procedure complessive di chirurgia robotica eseguite dal 2023 a oggi, che vedono il nosocomio come unico centro del Mezzogiorno per i trattamenti avanzati Hipec, oltre al consolidamento dell’area cardiologica con l’avvio del centro Tavi, l’esecuzione nel solo 2025 di 700 angioplastiche (di cui 400 in infarto miocardico acuto) e l’impianto pionieristico di pacemaker bicamerali senza fili.     

L’integrazione con l’Unical

Un ruolo strategico – ha concluso il manager – e trainante in questo percorso di modernizzazione è rivestito dall’integrazione con l’Università della Calabria, un connubio che ha richiesto la costruzione di un preciso humus culturale e organizzativo e che oggi conta 26 docenti universitari attivi nell’assistenza, 10 scuole di specializzazione, 72 medici specializzandi integrati nelle corsie e 44 studi clinici attivi, a dimostrazione del legame indissolubile tra ricerca scientifica e cure al paziente. Infine De Salazar ha rimarcato come «l’ospedale sia un cuore pulsante in cui le criticità quotidiane vengono ampiamente superate dai benefici prodotti per la collettività», sottolineando che «la percezione positiva manifestata dai cittadini e dagli organi di informazione restituisce finalmente dignità e rispetto ai lavoratori; un risultato storico che non rappresenta un punto d’arrivo, ma disegna il futuro della sanità calabrese al di là dei singoli attori temporanei»; il dg non dimentica infine l’«adesione dei dipendenti al nostro progetto, come dimostra il calo nel tasso di assenteismo». 

Scuole di specializzazione e centri di ricerca

Di un «percorso faticoso ma entusiasmante» parla anche il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, che rilancia «un messaggio di speranza per una nuova narrazione sulla sanità calabrese. Manteniamo e valorizziamo i talenti – aggiunge Greco – e in appena un anno abbiamo intrapreso un percorso virtuoso: sono ben 26 i nostri docenti che operano all’Annunziata. E poi i giovani che vogliono diventare medici qui e provengono da tutta Italia, le nostre 10 scuole di specializzazione e le nuove attivazioni in vista». 
Ringraziando figure come quelle di Franca Melfi e Andrea Bruni («sono tra i nostri punti di riferimento più importanti») e la sfida della cardiochirurgia portata avanti da Luca Weltert, il rettore Greco elenca i progressi in fatto di strumentazione e informatizzazione che pongono il polo cosentino al top nel panorama dell’assistenza di tutto il Sud e menziona i 3 centri di ricerca in via di attivazione: quello di Medicina e Professioni sanitarie all’ex Cud di Rende, il Centro di formazione di chirurgia robotica unico in Europa dopo Strasburgo e, a breve, quello sulla Salute mentale e le neuroscienze. Altri tasselli per un mix tra cure e ricerca con cui far decollare la sanità del territorio. (redazione@corrierecal.it)

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