Confini da riscrivere, il Consiglio dà il via al referendum
Saranno i trenta abitanti della c.ds Cancino a decidere sul passaggio da Zaccanopoli a Zambrone. La seduta affronta anche PFAS, sicurezza stradale, nomine e rapporti con il Governo

REGGIO CALABRIA Trenta abitanti di una contrada di poche case decideranno, forse, di cambiare Comune. È il primo dei sei punti che il Consiglio regionale della Calabria affronta questa mattina, riunito a Palazzo Campanella sotto la presidenza di Salvatore Cirillo, in una seduta che intreccia una questione di confini comunali con temi ben più ampi: inquinamento da PFAS, sicurezza stradale, sanità territoriale, nomine e rapporti con il Governo. Sullo sfondo, però, aleggia un argomento che non compare in nessun punto dell’ordine del giorno ma che rischia di monopolizzare comunque il dibattito d’Aula: la querelle sui sottosegretari regionali, riesplosa dopo il via libera dell’Ufficio centrale per il referendum al quesito sulla modifica dello Statuto voluto dal centrosinistra.
I casi Zambrone e Zaccanopoli
Ad aprire i lavori è proprio la proposta di provvedimento amministrativo sul referendum consultivo obbligatorio riguardante la modifica dei confini territoriali tra i Comuni di Zambrone e Zaccanopoli, in provincia di Vibo Valentia. Prende la parola il relatore, il consigliere Vito Pitaro, primo firmatario della proposta di legge n. 57 che ha dato origine all’iter.
Al centro della questione la Contrada «Cancino», frazione di Zaccanopoli abitata da tredici famiglie per un totale di trenta residenti. Un territorio che, spiega la relazione illustrativa, presenterebbe caratteristiche di netta distinzione rispetto al resto del Comune di Zaccanopoli, risultando di fatto già parte integrante della vita comunitaria di Zambrone. Proprio su questa base la Prima Commissione «Affari istituzionali» ha dato parere favorevole a circoscrivere la consultazione referendaria ai soli abitanti della contrada, escludendo il resto della popolazione zaccanopolese, così come consente l’articolo 40 della legge regionale n. 13 del 1983 nei casi di eccentricità di un’area rispetto al capoluogo.
L’Aula approva l’atto, e sarà il presidente della Giunta regionale a indire formalmente il referendum, il cui quesito chiederà agli elettori della contrada se i confini tra Zaccanopoli e Zambrone debbano essere modificati, trasferendo il territorio individuato nella planimetria allegata alla proposta di legge dal primo al secondo Comune. Ad avere diritto di voto saranno unicamente i residenti nelle particelle catastali censite nel foglio di mappa n. 1, secondo l’elenco allegato alla delibera. Le spese per l’organizzazione della consultazione saranno anticipate dai Comuni interessati e rimborsate dalla Regione, su presentazione della documentazione di spesa.
Inquinamento da PFAS
Il dibattito prosegue con la proposta di legge sull’inquinamento da PFAS, le sostanze poli e perfluoroalchiliche, di iniziativa dei consiglieri Laghi e Ferrari. Illustra il provvedimento lo stesso Laghi, mentre l’Aula si prepara a discutere anche la seconda proposta firmata da Ferrari, dedicata alla sicurezza e all’educazione stradale, con l’istituzione di un sistema regionale di monitoraggio dei dati sull’incidentalità.
Attesa poi la discussione sull’ordine del giorno del consigliere Giannetta, che chiede un tavolo tecnico regionale per chiarire le modalità attuative delle norme sui medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati con il Servizio sanitario regionale. Segue il capitolo nomine, con le designazioni di competenza del Consiglio negli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della Regione e degli enti dipendenti. A chiudere i lavori, ultimo punto all’ordine del giorno, è la proposta di legge n. 96, di iniziativa dei consiglieri Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto e Pitaro, che reca l’adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione, con le relative modifiche normative. Relatore lo stesso Giannetta, primo firmatario del provvedimento. (redazione@corrierecal.it)
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