La Calabria cresce, ma l’allarme è demografico: in 25 anni quasi 360mila residenti in meno
Il rapporto Svimez presentato a Napoli fotografa luci e ombre dell’economia regionale: +5,2% dal 2021 al 2025, ma forte fuga dei giovani laureati e calo della popolazione

NAPOLI Si è svolto oggi a Napoli il convegno “Banche di Credito cooperativo, Istituzioni e Mezzogiorno. Un’agenda per lo sviluppo sociale e territoriale”, nel corso del quale è stato presentato il nuovo Report Svimez realizzato per la Federazione delle Banche di Comunità Credito cooperativo Campania e Calabria. Il Report analizza l’andamento dell’economia del Mezzogiorno, il ruolo del credito cooperativo nello sviluppo dei territori e presenta il Bcc Credit Index, un nuovo indicatore che misura la competitività territoriale dei 954 comuni di Campania e Calabria. Il Rapporto integra l’analisi macroeconomica delle due Regioni, la lettura dell’attività di raccolta e impiego delle Bcc e un nuovo strumento di misurazione comunale della competitività territoriale – il Bcc Credit Index – calcolato per tutti i 954 comuni delle due regioni. Gli aggiornamenti di giugno 2026 confermano per il 2025 un rallentamento generalizzato delle maggiori economie europee. L’area Ue-27 cresce dell’1,5 per cento, ma frenano la Germania (+0,2 per cento), la Francia (+0,8 per cento) e la stessa Spagna, che pure resta la più dinamica (+2,8 per cento, in calo dal +3,5 per cento dell’anno precedente). In questo contesto l’Italia cresce dello +0,5 per cento ma conserva il miglior posizionamento cumulato tra le grandi economie continentali: +7,1 per cento nel 2021-2025, davanti a Germania (+0,7 per cento), Francia (+6,2 per cento) e media Ue (+6,6 per cento), seconda solo alla Spagna (+15,1 per cento). Nel quinquennio il Mezzogiorno si conferma l’area più dinamica del Paese, con una crescita cumulata del +9,5 per cento, contro il +7,1 per cento nazionale e il +6,6 per cento del Centro-Nord. Anche nel 2025 il Sud (+0,7 per cento) cresce leggermente più della media italiana (+0,5 per cento) e del Centro-Nord (+0,5 per cento), secondo solo al Centro (+1,0 per cento). Il differenziale favorevole riflette però fattori in larga parte irripetibili – l’onda lunga degli incentivi edilizi, l’effetto espansivo del Pnrr nella sua fase più matura, la chiusura del ciclo di coesione 2014-2020 – più che un mutamento strutturale del divario. Le due Regioni mostrano traiettorie divergenti. La Campania registra la crescita cumulata 2021-2025 più elevata tra le regioni italiane, +11,3 per cento (+0,9 per cento nel 2025). La Calabria si ferma a +5,2 per cento cumulato (+0,8 per cento nel 2025), scontando un’economia meno diversificata e una più lenta uscita dalla lunga fase recessiva avviata nel 2008. Un fattore di rischio specifico è la svolta protezionistica statunitense. Secondo le stime Svimez, i dazi del 2025 potrebbero sottrarre all’Italia circa 6,3 miliardi di valore aggiunto e quasi 90.000 occupati, di cui 13.300 nel Mezzogiorno. Per la Campania – prima regione del Sud per export verso gli Usa (1,93 miliardi) – l’impatto stimato è di -239 milioni di valore aggiunto e circa 4.700 occupati, concentrato in farmaceutica e agroalimentare; per la Calabria, di -31 milioni e 800 occupati, su una base export piccola ma ad alta specializzazione agroalimentare.
Il fronte demografico
Dietro i dati di crescita permangono fragilità profonde. Sul fronte demografico, le proiezioni Svimez al 2050 indicano per il Mezzogiorno una perdita di 3,5 milioni di residenti: la Calabria scenderebbe da 1,83 a 1,47 milioni (-19,6 per cento), la Campania da 5,59 a 4,67 milioni (-16,5 per cento), entrambe ben oltre le medie nazionali. Continua l’emorragia di capitale umano qualificato: nel quinquennio più recente il Sud ha perso oltre 90.000 giovani laureati, con un saldo cumulato di -25.550 per la Campania e -12.617 per la Calabria; negli ultimi vent’anni la migrazione interna qualificata è costata al Mezzogiorno circa 132 miliardi di euro. Il mercato del lavoro, pur in recupero, resta segnato da bassa partecipazione – specie femminile, attorno al 32-33 per cento nelle due Regioni – da elevata precarietà e da una perdita reale di potere d’acquisto dei salari che nel 2021-2025 raggiunge il -9 per cento in Italia e il -10,2 per cento nel Mezzogiorno, la più ampia tra le grandi economie europee. Il divario infrastrutturale – sanità , alta velocità, accessibilità delle aree interne – completa un quadro in cui la Campania si conferma “Nord del Sud” mentre la Calabria sconta i ritardi più marcati. Le Banche di Credito cooperativo presidiano esattamente i territori che il mercato bancario tradizionale tende ad abbandonare. In Campania le Bcc sono presenti in 106 comuni su 550 e in 52 comuni (il 10 per cento) sono l’unico sportello bancario; in Calabria, in 57 comuni su 404, di cui 30 (il 7 per cento) a presidio esclusivo. Senza la rete cooperativa, oltre 80 comuni delle due regioni resterebbero privi di qualsiasi intermediazione finanziaria fisica. In Campania le Bcc destinano il 54 per cento degli impieghi a imprese con meno di 50 addetti, contro il 31 per cento del sistema bancario complessivo; in Calabria, il 52 per cento contro il 25 per cento: oltre 20 punti percentuali di scarto, ossia la quota di credito alle piccole imprese che resterebbe scoperta senza il presidio cooperativo. La specializzazione settoriale e’ coerente con l’economia reale dei territori, con una sovra-rappresentazione in commercio (+8 pp in Campania, +12 pp in Calabria), costruzioni e agricoltura. Tra il 2016 e il 2024 la raccolta Bcc è cresciuta del 50 per cento in Campania e del 53 per cento in Calabria, oltre il doppio del ritmo del sistema bancario (+30 per cento e +25 per cento), con una distribuzione provinciale più equilibrata che trattiene il risparmio nelle aree interne.
Il Bcc Credit Index
Il Bcc Credit Index è un indicatore composito che misura, per ciascuno dei 954 comuni e per sei anni (2018-2023), la competitività territoriale lungo tre dimensioni – economico-produttiva, socio-demografica e finanziaria – aggregando 15 indicatori. Il valore 100 rappresenta la media regionale dell’anno base sulla specifica dimensione. I risultati delineano un miglioramento diffuso ma disomogeneo: la media sale di 3,5 punti in entrambe le regioni (Campania da 98,0 a 101,5; Calabria da 96,1 a 99,6), trainata dalle dimensioni economica e finanziaria. La posizione relativa resta però persistente: il 65 per cento dei comuni rimane nello stesso quintile e i territori partiti da valori bassi vi restano. Alcune province che presentano i maggiori recuperi individuali, si trovano in arretramento nella quota di comuni di vertice. Ciò mostra che partire da lontano non basta a spostare il baricentro. Il segnale più rilevante per le scelte di credito è il sottoindice socio-demografico, l’unico che resta stagnante in entrambe le regioni. In 78 comuni campani (14 per cento) e 79 calabresi (20 per cento) peggiora tra il 2018 e il 2023, nella quasi totalità dei casi nonostante una crescita economica parallela: territori “buoni oggi, fragili domani”, dove il motore produttivo gira ancora ma la base demografica si assottiglia. E’ una vulnerabilità di lungo periodo destinata prima o poi a trasferirsi sulla qualità del portafoglio crediti. Per il sistema cooperativo, il Bcc Credit Index offre uno strumento operativo per la valutazione del rischio di credito, la pianificazione della rete e la mutualità esterna: il segnale da monitorare non è il valore assoluto di un comune, ma la sua traiettoria relativa rispetto ai vicini. Per il decisore pubblico, i dati confermano che il presidio bancario nelle aree fragili non è una questione tecnica ma di coesione, poiché i comuni serviti in esclusiva dalle Bcc coincidono in larga misura con quelli a maggiore fragilità strutturale. Il messaggio è duplice: la crescita 2021-2025 ha ridotto il rischio medio del portafoglio, ma la demografia impone di leggere ogni territorio nella sua dinamica e non nella sola fotografia. La sfida dello sviluppo del Mezzogiorno richiede un’alleanza stabile tra decisore pubblico, credito, impresa e comunità territoriali.
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato