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L’INDAGINE

Spionaggio per conto della Russia, due arresti a Roma

Coinvolto un ex appartenente all’intelligence nazionale

Pubblicato il: 07/07/2026 – 13:49
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Spionaggio per conto della Russia, due arresti a Roma

Un ex appartenente al comparto dell’intelligence nazionale, già sottufficiale dell’Arma dei carabinieri, e un secondo indagato sono stati arrestati a Roma nell’ambito di un’inchiesta della Procura capitolina su un presunto caso di spionaggio a favore dei servizi russi. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti questa mattina dai carabinieri del Ros, con il supporto del Gruppo di intervento speciale e del Comando provinciale.

Le accuse e le perquisizioni

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di spionaggio, rivelazione di notizie coperte da segreto e accesso abusivo a sistema informatico. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti dei due destinatari delle misure cautelari e di altre cinque persone indagate. A queste ultime vengono contestati, sempre a vario titolo, reati legati al procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, allo spionaggio politico o militare, alla rivelazione di segreti di Stato e alla divulgazione di informazioni riservate.

I contatti con il presunto agente russo

L’inchiesta, avviata nel maggio 2025, ha dato origine a due procedimenti penali coordinati tra la Procura ordinaria e la Procura militare di Roma. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamenti, il principale indagato – un 59enne ex appartenente al comparto intelligence e già sottufficiale dell’Arma – avrebbe raccolto informazioni riservate da sei fonti.
Tra queste figurerebbero quattro militari in servizio, impiegati in incarichi ad alto livello di riservatezza. Le informazioni, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero poi state trasmesse dietro compenso a un presunto agente dei servizi di intelligence russi accreditato in Italia e coperto da immunità diplomatica.
Gli inquirenti riferiscono di aver documentato diversi incontri tra l’ex sottufficiale e il presunto agente straniero. Nel corso di questi contatti sarebbero state concordate le informazioni da reperire e consegnati i dati richiesti in cambio di denaro.

Il filone della Procura militare

Parallelamente, la Procura militare di Roma ha disposto perquisizioni nei confronti dei quattro militari coinvolti nell’indagine, ipotizzando, tra gli altri, i reati di rivelazione di segreti militari e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio. Le misure cautelari sono state adottate nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento e gli stessi sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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