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i presunti rimborsi

Auto blu, chiusa l’inchiesta romana sul governatore Roberto Occhiuto

L’accusa mossa dai pm è di truffa «per i rimborsi di 3.800 euro al mese percepiti dalla Regione per l’automobile»

Pubblicato il: 08/07/2026 – 13:43
di Fabio Benincasa
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Auto blu, chiusa l’inchiesta romana sul governatore Roberto Occhiuto

ROMA La procura di Roma ha chiuso le indagini che vedono coinvolto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, accusato di truffa. L’oggetto delle indagini, passate dalla procura di Catanzaro ai magistrati di Piazzale Clodio, riguarda l’auto blu del governatore già oggetto di verifica da parte degli investigatori incaricati dalla procura di Catanzaro di tratteggiare i contorni dei rapporti esistenti tra Posteraro, Occhiuto e Ferraro.
A gennaio 2025, Occhiuto decide di esercitare il diritto di recesso dalle ultime società nelle quali figurava in qualità di socio di Paolo Posteraro. L’uscita sarebbe stata retribuita – ricostruisce chi indaga – con una cifra pattuita dalle parti, alla quale si aggiungeranno due auto. Da qui le “visite” negli uffici della Cittadella regionale della Calabria a caccia di documenti e atti relativi alle vetture in uso al governatore.

Il presunto doppio pagamento e le auto blu

Per meglio cristallizzare il presunto “affaire” che vedrebbe coinvolto Roberto Occhiuto, legato al pagamento (doppio?!) dell’auto blu, occorre necessariamente intraprendere un viaggio nel tempo. E’ il 2013, quando il Consiglio regionale è chiamato a discutere della nuova disciplina di indennità accessorie spettanti ai consiglieri che delibereranno «l’utilizzo di autovettura a noleggio fornita dal Consiglio, il contributo per il noleggio e l’esercizio di autovettura in atto noleggiata dell’avente diritto e il contributo per l’esercizio di autovettura di proprietà dell’avente diritto». Al governatore, l’accusa addebita il doppio pagamento ricevuto per sostenere i costi dell’auto blu a noleggio. 

La liquidazione

Un decreto, del 18 luglio 2025, a firma del Dipartimento Economia e Finanze della Regione Calabria, liquida ad una concessionaria una fattura per un importo pari a 2.318,00 euro, relativa al noleggio di una Audi A6 45 TDI 3.0. La vettura in questione, di fatto, sostituisce la vecchia automobile utilizzata dal governatore (Land Rover), presa in leasing con la società Leasys, distrutta dopo il terribile incidente del 14 gennaio 2024 che lo ha coinvolto: verificatosi sull’A2, a circa 5 chilometri di distanza dallo svincolo per Lamezia Terme. Il contratto di leasing della Land Rover – non più riparabile – sarà poi revocato dalla società Leasys. Ma se una delibera del 2013 garantisce un contributo anche al governatore destinato al pagamento della vettura di servizio, perché il Dipartimento Economia e Finanze della Regione Calabria ha saldato la fattura di noleggio dell’auto blu? E’ questo il quesito che muove i fili dell’attività investigativa.

La risposta dell’Avvocatura regionale

Il legislatore regionale è intervenuto più volte sulla disciplina delle indennità spettante ai Consiglieri regionali, ma nessun intervento innovativo ha riguardato l’articolo 11, della legge regionale 3/1996, a norma del quale «tutti gli eletti hanno il diritto all’autovettura di servizio fornita gratuitamente dall’Amministrazione regionale per le missioni o per “attività di rappresentanza ufficiale”». In riferimento al “caso” del presunto doppio pagamento che vede coinvolto il governatore calabrese, «in coerenza con la chiara voluntas legis (…) – si legge nella risposta dell’Avvocatura regionale – alcuni eletti, tra cui il presidente della Giunta regionale, in considerazione della specificità del ruolo e delle connesse funzioni istituzionali, ricevono l’emolumento composto da indennità di carica, indennità di funzione, spese per l’esercizio del mandato e spese per il noleggio e l’esercizio di autovetture e inoltre (…) possono usufruire di autovetture di servizio per missioni e per lo svolgimento di attività di rappresentanza ufficiale».
In buona sostanza, conclude l’avvocatura regionale: «Il contenuto letterale delle disposizioni normative obbliga a ritenere che il contributo erogato al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale, ai vice presidenti, agli assessori ed ai componenti dell’Ufficio di Presidenza (…) prescinda dall’utilizzo dell’autovettura di servizio a titolo gratuito, di cui all’articolo 11 della medesima legge regionale».

L’indagine a Roma e la chiusura

L’indagine sulle vetture di servizio del presidente della Regione Calabria è passata – come dicevamo – dalla procura di Catanzaro a quella di Roma. L’accusa è di «truffa per i rimborsi di 3.800 euro al mese percepiti dalla Regione per l’automobile usata per l’esercizio delle sue funzioni nonostante già fruisse di un’altra auto pagata sempre dalla Regione». Il passaggio della competenza dalla Procura di Catanzaro alla Procura di Roma è motivato dal fatto che «il reato si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso. I bonifici dei rimborsi, infatti, sono stati incassati presso l’agenzia di Roma dove il presidente della Regione ha il suo conto». Questa mattina giunge notizia della chiusura delle indagini, il preludio alla possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm romani nei confronti del governatore. (f.benincasa@corrierecal.it)

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